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Finanziaria 2008: Le principali misure sulla casa approvate al Senato Fonte: Ufficio Stampa Fiaip

17 novembre 2007. Finanziaria 2008: Le principali misure sulla casa approvate al Senato

Approvata la manovra Prodi. Dini vota si, ma sfiducia l'esecutivo. La finanziaria da 11,7 miliardi di Euro ieri notte è passata senza fiducia in Senato con 161 voti a favore dell'Unione contro il 157 dell'opposizione. L'iter a questo punto dopo che Palazzo Madama avrà dato l'ok al Bilancio dello Stato approda all'esame della Camera dei Deputati.


Finanziaria 2008: Le principali misure sulla casa approvate al Senato

Approvata la manovra Prodi. Dini vota si, ma sfiducia l'esecutivo. La finanziaria da 11,7 miliardi di Euro ieri notte è passata senza fiducia in Senato con 161 voti a favore dell'Unione contro il 157 dell'opposizione. L'iter a questo punto dopo che Palazzo Madama avrà dato l'ok al Bilancio dello Stato approda all'esame della Camera dei Deputati.
Ieri 16 novembre 2007 Consiglio dei Ministri, convocato in via d'urgenza in serata dopo una breve relazione del Ministro Tommaso Padoa-Schioppa, ha approvato due Note di variazioni al bilancio di previsione dello Stato per l'anno 2008. La prima recepisce gli effetti finanziari derivanti dal decreto-legge n. 159 e dagli emendamenti introdotti dal Senato in sede di conversione. In complesso, si tratta di un miglioramento per 19 milioni di euro del saldo netto da finanziare. La seconda Nota sconta gli effetti del disegno di legge finanziaria 2008 approvato dal Senato, nonche' le variazioni al progetto di bilancio a legislazione vigente apportate nel corso dell'esame parlamentare. Il documento considera anche le riduzioni alle dotazioni finanziarie che gli Organi costituzionali, nella loro autonomia, hanno stabilito di adottare. I saldi differenziali, al netto delle regolazioni contabili e debitorie, sono coerenti con quelli indicati nell'articolo 1 del disegno di legge finanziaria e si quantificano, in termini di saldo netto da finanziare, in 33,8 miliardi di euro per il 2008, in 29,4 miliardi per il 2009 e in 7,5 miliardi per il 2010. Emerge con tutta evidenza dai documenti che le entrate tributarie nel complesso presentano una riduzione che dal 2010 si quantifica in 2,3 miliardi di euro; nel versante della spesa vanno evidenziate le risorse destinate alle anticipazioni alle Regioni per l'estinzione della situazione debitoria della sanita' (9,1 miliardi) e quelle stanziate per il cofinanziamento dei programmi comunitari di investimento e per le correlate risorse addizionali per le aree sottoutilizzate (4,3 miliardi).

Ecco le principali misure di interesse, anche sulla casa, introdotte dalla Finanziaria 2008 ieri al Senato:

ICI: ulteriore detrazione fino a 200 euro, che si aggiunge alla detrazione già in vigore (quella base e' di 103 euro). Lo sconto si applica indipendentemente dal reddito. Restano fuori dalla riduzione dell'imposta comunale le ville, castelli e gli immobili di lusso. Per il calo del gettito i comuni vengono compensati con trasferimenti dello Stato.

SGRAVI PER GLI INQUILINI: detrazione Irpef per chi è in affitto, pari a 300 euro per i redditi sotto i 15.493 euro e a 150 euro per chi ha un reddito maggiore. I giovani tra 20 e 30 anni che vanno a vivere per conto proprio godranno per i primi tre anni di una detrazione più alta, pari a 991,60 euro se i loro redditi non superano i 15.493 euro.

RISTRUTTURAZIONI: prorogata per il 2008, 2009 e 2010 la detrazione Irpef del 36% sulle ristrutturazioni edilizie e l'Iva agevolata. Sconti fiscali più consistenti sono previste per la riqualificazione energetica' degli edifici.


MUTUI PRIMA CASA: aumenta del 10% la cifra degli interessi passivi ammessi alla detrazione del 19%. Si passa dai 7 milioni di lire, indicati nel testo unico delle imposte sui redditi, a 3.976,72 euro.

RIVALUTAZIONE TERRENI: si riapre l'operazione portandola ai beni posseduti al primo gennaio 2008. Maggiori entrate previste: 43 milioni.

IRES: l'aliquota scende dal 33% al 27,5% che viene compensata attraverso l'ampliamento della base imponibile (tra cui la stretta sulla deduzione degli interessi passivi). Tra le novità, è stata prevista per le imprese la possibilità di dedurre una quota degli interessi passivi che si formano a seguito dei ritardi dei pagamenti della PA Anche le piccole imprese e le società di persone (che versano l'Irpef) possono scegliere l'aliquota del 27,5%, se più conveniente, ma solo per la parte di utili reinvestiti.

IRAP: riduzione dell'aliquota dal 4,25% al 3,9%.

FORFETTONE: le microimprese con fatturato fino a 30.000 euro possono optare per una imposta forfettaria sostitutiva del 20%.


Fonte: Ufficio Stampa Fiaip

Notizia pubblicata il 19/11/2007


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