home » archivio notizie » ultime notizie

Parti comuni condominiali e utilizzo del sottotetto

22 settembre 2007. Parti comuni condominiali e utilizzo del sottotetto

Com'è noto, negli edifici in condominio è data rinvenire l'esistenza di parti private e di parti comuni. A quest'ultimo proposito, l'art. 1117 del codice civile contiene, infatti, una elencazione, ancorché non tassativa, di quelle che sono da considerarsi le parti comuni in un edificio in condominio


Com'è noto, negli edifici in condominio è data rinvenire l'esistenza di parti private e di parti comuni. A quest'ultimo proposito, l'art. 1117 del codice civile contiene, infatti, una elencazione, ancorché non tassativa, di quelle che sono da considerarsi le parti comuni in un edificio in condominio.
Su detti beni comuni ciascun condomino vanta dei diritti, in proporzione al valore della propria quota di appartenenza, sempre che il titolo non disponga il contrario.
La presunzione di comunione, dfatti, pu essere vinta da una contraria indicazione contenuta nel titolo di proprietà dei singoli condomini o nel regolamento condominiale in esso richiamato. Va, inoltre, osservato, che la suddetta presunzione di comune proprietà non è assoluta in quanto, allorquando una delle parti indicate all'art. 1117 c.c., per le sue caratteristiche funzionali serve ad una sola porzione dell'immobile, cade tale presunzione, giacché la destinazione della parte costituisce titolo contrario alla presunzione di comunione. Peraltro, la facoltà di uso nel godimento delle parti comuni da parte di ciascun condomino trova giustificazione nel fatto che le stesse sono in comproprietà, secondo la normativa dettata in tema di comunione prevista dagli art. 1100 e seguenti del codice civile.
In particolare, in ambito condominiale, trova applicazione l'art. 1102 c.c., che disciplina l'uso della cosa comune da parte di ciascun compartecipe. Ovviamente, l'utilizzo della cosa comune da parte di cascun condmino non può che avvenire con alcune limitazioni, considerato che non deve alterare la destinazione del bene, né impedire agli altri condomini di farne parimenti uso, secondo il loro diritto. In ogni caso, è vietato attrarre parte della cosa comune nella sfera della propria disponibilità esclusiva, così da sottrarla alla possibilità di godimento degli altri condomini. Ebbene, questo principio è stato ancora di recente ribadito dalla giurisprudenza di merito in una nuova pronuncia (Tribunale di Milano, sent. 16.08.2007). Nel caso di specie, infatti, una condomina, proprietaria dell'immobile sito all'ultimo piano di un edificio in condominio, aveva realizzato, senza l'autorizzazione dell'assemblea condominiale, un'apertura aggiuntiva di collegamento fra il proprio immobile ed il sottotetto, ivi realizzando un locale adibito ad uso esclusivo di lavanderia. Ebbene, il condominio denunciava in giudizio una modifica unilaterale dello stato dei luoghi da parte di tale <>condomina,la quale, in buona sostanza, dopo aver realizzato due pareti in cartongesso nella parte di sottotetto sovrastante la sua abitazione, l'aveva collegata mediante una scala al suo appartamento, e l'aveva adibita a lavanderia, stenditoti/ripostiglio per il suo uso esclusivo.
In tale maniera, dunque, la condomina aveva indebitamente asservito parte del sottotetto all'uso esclusivo, precludendo agli altri condomini di utilizzare il sottotetto comune per l'esercizio di attività a servizio della generalità dei partecipanti al condominio. Invero, il Giudice di merito, accertato in primo luogo che il sottotetto costituiva parte comune del complesso immobiliare, dal momento che non vi era riferimento alcuno nel regolamento condominiale che esso appartenesse in proprietà esclusiva ad uno o più condomini, riteneva l'opera svolta dalla condomina illegittima. Infatti, l'utilizzo del sottotetto da parte di quest'ultima era avvenuto in violazione del diritto di proprietà condominiale, oltre che del regolamnto condominale, il quale prevedeva l'espresso divieto per i singoli partecipanti al condominio di occupare parti comuni, per usi che non fossero di interesse comune.

Avv. Paola Perassi - Socio IRCAT

Notizia pubblicata il 22/09/2007


HOMEPAGE

Archivio Notizie