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LA MANCATA REGISTRAZIONE NON INVALIDA L'ACCORDO

17 settembre 2007. LA MANCATA REGISTRAZIONE NON INVALIDA L'ACCORDO

Si chiede di chiarire in quale situazioni si debbano obbligatoriamente registrare i contratti di locazione come atti pubblici a pena di nullità degli stessi


LA MANCATA REGISTRAZIONE NON INVALIDA L'ACCORDO

Si chiede di chiarire in quale situazioni si debbano obbligatoriamente registrare i contratti di locazione come atti pubblici a pena di nullità degli stessi



A norma del Dpr 131/86 e delle recenti modifiche apportate allo stesso dal Dl 223/2006, tutti i contratti di locazione, che non abbiano durata inferiore a trenta giorni, devono essere registrati. E tuttavia, la mancata registrazione non comporta la nullità (da un illecito fiscale non può derivare una nullità civilistica) ma espone le parti alle sanzioni di legge. In questo senso, la sentenza della Cassazione, 27 ottobre 2003, n. 16.089 — resa in tema di omessa registrazione di un contratto locazione a uso abitativo — ha puntualizzato che «nonostante l’indubbio risalto dato dalla legge al profilo fiscale relativo alla registrazione del contratto di locazione, la registrazione non è stata tuttavia elevata a requisito di validità del contratto: l’articolo 1, comma 4, richiede quale requisito di validità del contratto solo la forma scritta e non anche la registrazione. Un contratto di locazione concluso in forma scritta, ma non registrato è valido e vincolante per le parti, e può essere fatto valere in giudizio».Il lettore non precisa quale sia il motivo per il quale intende stipulare il contratto di locazione con la forma dell’atto pubblico piuttosto che con la forma della scrittura privata.Una opinione minoritaria, in tema di interpretazione del novellato articolo 474, comma 1, numero 3, Codice di procedura civile – per il quale costituiscono titoli esecutivi «gli atti ricevuti da notaio o da altro pubblico ufficiale autorizzato dalla legge a riceverli» – ritiene che il contratto di locazione stipulato con un atto pubblico, che contenga una specifica clausola — per la quale alla scadenza del contratto il conduttore deve riconsegnare i locali al locatore – costituirebbe titolo esecutivo, idoneo a consentire il rilascio forzoso dell’immobile affittato.La tesi non é però condivisibile, posto che il diritto del locatore ad ottenere il rilascio dei locali non nasce ex se, ma è subordinato al tempestivo invio di una valida disdetta e al previo provvedimento del Giudice.

Notizia pubblicata il 17/09/2007


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