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Banche: Consumatori, con Liberalizzazioni poco è cambiato

28 luglio 2007. Banche: Consumatori, con Liberalizzazioni poco è cambiato

Le tanto auspicate liberalizzazioni nel settore bancario sono arrivate esattamente un anno fa, era il 2 luglio 2006. Ma per gli utenti bancari è cambiato ben poco: a dodici mesi di distanza, infatti, il consuntivo non è esaltante anche a causa della consolidata prassi bancaria adusa ad aggirare le norme


Banche: Consumatori, con Liberalizzazioni poco è cambiato

Le tanto auspicate liberalizzazioni nel settore bancario sono arrivate esattamente un anno fa, era il 2 luglio 2006. Ma per gli utenti bancari è cambiato ben poco: a dodici mesi di distanza, infatti, il consuntivo non è esaltante anche a causa della consolidata prassi bancaria adusa ad aggirare le norme. A tracciare un primo bilancio a un anno dal pacchetto Bersani sono Adusbef e Federconsumatori che annunciano di voler portare le banche in giudizio e invitano il Governo a non arretrare e le distratte autorità vigilanti a cominciare a fare il loro dovere a tutela di risparmiatori, consumatori e mercato.
Salutato con grande favore dalle associazioni dei consumatori, il pacchetto Bersani sulle liberalizzazioni - rilevano Adusbef e Fedeconsumatori -ha disatteso, almeno per gli utenti bancari, le aspettative: le spese di chiusura sui conti correnti non sono ancora state abolite da quasi tutti gli istituti che, comunque, hanno aumentato altri costi per ridurre le perdite. Continua a mancare la simmetria dei tassi di interesse, che vengono aumentati su mutui e finanziamenti non appena la Bce alza il costo del denaro, mentre sui depositi non se ne vede traccia.
Simmetria dei tassi.
L'articolo 10 del decreto Bersani obbligava le banche ad un adeguamento automatico dei tassi bancari, debitori e creditori, che devono essere adeguati in contemporanea con le variazioni stabilite dalla Bce. Nell'ultimo anno la Bce ha alzato il costo del denaro dell'1,25%: le banche italiane, hanno tempestivamente aumentato il costo del denaro sui mutui, prestiti personali fidi e finanziamenti, con una stangata di € 1.000 l'anno su un modesto mutuo a tasso variabile, senza aumentare minimamente i assi sui deposti. Questa elusione - denunciano - ha consentito alle banche un guadagno illecito sul monte depositi, pari a € 680 miliardi, che ha superato € 5 miliardi in un solo anno. Portatilità dei mutui.
Non esiste una banca italiana o estera operante in Italia che la applica: "Le banche invece hanno l'obbligo di trasferire il mutuo ad una banca più conveniente e senza spese, che chieda meno oneri e tassi inferiori".
Equità sulle penalità dei vecchi mutui.
Le banche che avevano incassato penali non dovute, fanno fatica a restituire il conguaglio ai consumatori. Solo dopo i reclami degli utenti e gli interventi delle associazioni, le banche cedono, affermando di aver male interpretato la norma, ma si prendono tutto il tempo per i rimborsi, provando anche ad addebitare commissioni illecite e non dovute.
Cancellazione ipoteche sui vecchi mutui.
Le banche continuano a provarci, chiedendo da € 400 e fino € 1.000, per ua cancellazione dell'ipoteca che deve essere estinta gratuitamente alla fine del pagamento dell'obbligazione.

Fonte: Ansa



Notizia pubblicata il 28/07/2007


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