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Locazione: mutamento di destinazione

20 giugno 2007. Locazione: mutamento di destinazione

L'art. 80 della legge 27 luglio 1978, n. 392 stabilisce che se il conduttore adibisce l'immobile ad uso diverso da quello pattuito, il locatore può chiedere la risoluzione del contratto entro tre mesi dal momento in cui è venuto a conoscenza del mutamento di destinazione.


Locazione: mutamento di destinazione

L'art. 80 della legge 27 luglio 1978, n. 392 stabilisce che se il conduttore adibisce l'immobile ad uso diverso da quello pattuito, il locatore può chiedere la risoluzione del contratto entro tre mesi dal momento in cui è venuto a conoscenza del mutamento di destinazione.
Decorso tale termine senza che la risoluzione sia stata chiesta, al contratto si applica il regime giuridico corrispondente all'uso effettivo dell'immobile.

Qualora la destinazione ad uso diverso da quello pattuito sia parziale, al contratto si applica il regime giuridico corrispondente all'uso prevalente.

Si può, quindi, affermare che, da un lato, al semplice mutamento di destinazione è collegata la risoluzione del contratto, considerato inadempimento grave per presunzione di legge e non più per valutazione del giudice; dall'altro, che è attribuita all'inerzia del locatore, il quale non richieda la risoluzione del contratto nel termine di tre mesi, efficacia sanante dell'inadempimento con conseguente assoggettamento del contratto alla disciplina normativa conforme all'effettiva utilizzazione dell'immobile (Cass. 15 febbraio 2005, n. 2976).

Sotto quest'ultimo aspetto si è precisato che nel caso in cui il mutamento di destinazione dell'uso di un immobile, da parte del conduttore, pur se cessionario del contratto di locazione, rispetto all'ipotesi contrattuale, non venga rilevato dal locatore entro il termine previsto dall'art. 80 citato, la diversa destinazione impressa al locale non produce alcun inadempimento contrattuale legittimante il ricorso all'ordinaria azione di risoluzione prevista dagli artt. 1453 ss. Cod. civ., risultando irrilevanti sia l'intimazione di sfratto per morosità, sia la licenza per finita locazione.

Notizia pubblicata il 20/06/2007


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