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APPELLO AL PARLAMENTO E AL GOVERNO

25 febbraio 2007. APPELLO AL PARLAMENTO E AL GOVERNO


La Camera dei deputati sta esaminando un disegno di legge governativo che prevede la messa a regime di un Catasto di valori


APPELLO AL PARLAMENTO E AL GOVERNO


La Camera dei deputati sta esaminando un disegno di legge governativo che prevede la messa a regime di un Catasto di valori (che censisca, cioè, il valore delle case) anziché di un Catasto di redditi (che censisca quindi – com'è sempre stato – i normali canoni di locazione ritraibili da una casa, in un regolare mercato).

La (promessa) invarianza di gettito sarebbe, a questo punto, una semplice chimera. L'ICI, intanto, si troverebbe automaticamente ad avere una nuova base imponibile (triplicata, pressoché ovunque, rispetto all'attuale), e la stessa cosa avverrebbe per tutte le altre imposte (registro ecc.) commisurate al valore catastale degli immobili. Per le imposte sui redditi, invece, i valori censiti verrebbero tradotti in redditi (rendite) attraverso coefficienti stabiliti dal Governo, senza alcun riferimento – se non teorico – alla realtà (in mancanza, appunto, del censimento anche dei redditi, nelle diverse zone). Il Catasto – a questo punto – potrebbe anche essere tranquillamente abolito, con enorme risparmio di spese pubbliche: sarebbe, infatti, solo un'opinione, uno specchietto per le allodole. Ogni Governo che volesse (o dovesse) fare cassa, non avrebbe che da modificare quei coefficienti, senza neppure scomodarsi a modificare – pubblicamente, e soprattutto palesemente – le aliquote delle imposte.

Chi non paga le tasse – e in particolare chi gode di privilegi e agevolazioni fiscali sconosciute alla proprietà diffusa – ovviamente non ha preoccupazione alcuna. Per questo, sull'argomento di un Catasto-truffa si è osservato finora – anche da parte di molta stampa – un rigoroso (e fragoroso) silenzio.

Ma chi alla fine del mese fa i conti – proprietario, anche, della sua sola prima casa –, non può che chiedere ai membri del Parlamento e del Governo, ad uno ad uno, di considerare che i valori hanno una valenza meramente virtuale (si realizzano, infatti, solo se si venda un immobile, e in questa sede vanno tassati) nonché di adoperarsi perché al Catasto venga conservata una sua funzione oggettiva. Perché, in poche parole, venga rispettata – sulla base del principio costituzionale della supremazia della legge rispetto alla discrezionalità del Governo, di ogni Governo – quella certezza del diritto e dei tributi che, in uno Stato di diritto, sola può assicurare la condivisione del dovere fiscale.

Le organizzazioni promotrici e firmatarie del presente documento – rappresentative dell'intero mondo immobiliare e di milioni e milioni di benemeriti risparmiatori – chiedono che (in attesa di una moderna riforma del Catasto in senso probatorio, la vera rivoluzione che il Paese attende, anche in funzione dei risparmi – pubblici e privati – che comporterebbe) venga confermata la (tuttora vigente) previsione del DPR 23.3.1998 n. 138 (presidente del Consiglio, on. Prodi; ministro delle Finanze, on. Visco) che stabilisce la revisione delle tariffe d'estimo "facendo riferimento ai valori e ai redditi medi espressi dal mercato immobiliare", così disponendo comunque – appunto attraverso il censimento anche dei valori – di riferimenti certi, e trasparenti, ai fini dell’imposizione fiscale sulle compravendite di immobili.

Le organizzazioni promotrici e firmatarie lamentano inoltre la gravità della norma contenuta in Finanziaria che obbliga gli agenti immobiliari al pagamento, in solido con i propri clienti, dell’imposta di registro per le scritture private non autenticate di natura negoziale (preliminari ecc.). Per la prima volta in Italia, una categoria è tenuta per legge a provvedere al pagamento delle imposte per i propri clienti. Le organizzazioni promotrici e firmatarie fanno appello ai parlamentari e al Governo, alla loro sensibilità, al loro senso dello Stato e del diritto. Per salvare, appunto, lo Stato di diritto.

Notizia pubblicata il 25/05/2007


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