home » archivio notizie » ultime notizie

Il sondaggio congiunturale Banca d’Italia - Tecnoborsa

08 giugno 2010. Tra il 6 aprile e il 3 maggio 2010 si sono svolte le interviste del Sondaggio congiunturale presso gli agenti immobiliari sul mercato delle abitazioni in Italia, condotto congiuntamente da Banca d’Italia e Tecnoborsa. Hanno partecipato 932 agenti, che hanno fornito informazioni sull’attività di compravendita e sui prezzi nel trimestre di riferimento (gennaio-marzo 2010), nonché sulle prospettive del settore.


Il sondaggio congiunturale Banca d'Italia - Tecnoborsa
Tra il 6 aprile e il 3 maggio 2010 si sono svolte le interviste del
Sondaggio congiunturale presso gli agenti immobiliari sul mercato delle
abitazioni in Italia, condotto congiuntamente da Banca d'Italia e
Tecnoborsa. Hanno partecipato 932 agenti, che hanno fornito informazioni
sull'attività di compravendita e sui prezzi nel trimestre di riferimento
(gennaio-marzo 2010), nonché sulle prospettive del settore.

Prezzi delle abitazioni
Nel primo trimestre del 2010 è proseguito il calo della quota di agenti che
segnalano una diminuzione dei prezzi, scesa al 42,6 per cento dal 45,4
rilevato a fine 2009; si è affiancato un aumento della quota di coloro che
ne riscontrano una stabilità, che per il terzo trimestre consecutivo si
colloca sopra il 50 per cento (rispetto al 37,1 per cento registrato per il
primo trimestre 2009). Nel complesso, il saldo negativo tra le percentuali
di risposte "in aumento" e "in diminuzione" si è ulteriormente ridotto (-41
per cento, contro -43,2 nello scorcio del 2009). Le opinioni al ribasso si
confermano prevalenti nelle regioni del Sud e del Nord Est, salendo in
misura più pronunciata al Centro (ora al 44 per cento).

Numero di compravendite
Nei primi mesi dell'anno la quota di operatori che hanno venduto almeno un
immobile è salita al 71 per cento, il valore più alto dall'inizio delle
rilevazioni nel gennaio 2009. Il numero di case vendute è aumentato di oltre
il 12 per cento rispetto al periodo precedente, in linea con i segnali di
stabilizzazione già emersi nello scorcio dell'anno secondo le rilevazioni
dell'Agenzia del Territorio. Al recupero del numero totale di compravendite
effettuate mediante intermediazione nelle aree non urbane del Nord si è
contrapposto un calo in quelle urbane del Centro e del Sud.

Incarichi a vendere
Il saldo positivo tra le risposte che segnalano l'aumento o la diminuzione
congiunturale delle giacenze di incarichi a vendere è salito a 17,2 punti
percentuali (12,7 nella precedente rilevazione), interrompendo il
progressivo calo registrato dall'avvio del sondaggio. Si è associato un
deciso aumento del saldo tra le indicazioni di aumento e di diminuzione dei
flussi dei nuovi incarichi, salito a 14,8 punti percentuali, da 4,5 di tre
mesi prima. Permane la divergenza tra i prezzi di offerta e di domanda: tra
le cause di cessazione dell'incarico a vendere, il 64,2 per cento degli
agenti indica che la motivazione principale è rappresentata dall'assenza di
proposte di acquisto a fronte di richieste del venditore ritenute troppo
elevate (63,2 per cento alla fine del 2009); inoltre sono di nuovo aumentate
le percentuali di coloro che segnalano un ritiro dell'incarico dovuto ad
attese di prezzi più favorevoli o a proposte di acquisto a prezzi troppo
bassi per il venditore.

Trattative e tempi di vendita
Nel primo trimestre del 2010 il margine di riduzione del prezzo di vendita è
leggermente diminuito (11,7 per cento, contro 12,1 rilevato nell'inchiesta
svolta in gennaio); la tendenza ha interessato principalmente le aree non
urbane del Nord Est e del Centro. I tempi che intercorrono tra il
conferimento dell'incarico e la vendita effettiva si sono lievemente ridotti
(6,4 mesi rispetto ai 7 della precedente rilevazione), risultando più
contenuti nei centri di maggiori dimensioni.

Modalità di finanziamento degli acquisti
La quota di acquisti di abitazioni effettuata con accensione di un mutuo
ipotecario è diminuita a circa il 66 per cento (70 nella rilevazione
precedente), con una flessione più accentuata nelle aree non urbane del
Nord). Il rapporto tra il prestito erogato e il valore dell'immobile si è
stabilizzato intorno al 71 per cento.

Le prospettive del mercato in cui operano le agenzie
Migliorano le opinioni degli operatori sulle condizioni del mercato di
riferimento, con un saldo positivo tra giudizi "favorevoli" e "sfavorevoli"
di 8 punti percentuali (3,3 punti nel trimestre precedente). Un maggiore
ottimismo si riscontra nei centri di maggiori dimensioni. È risultato
stabile, sui 13 punti percentuali, il saldo tra le attese di aumento e di
diminuzione del numero di nuovi incarichi a vendere, come pure il saldo,
negativo, tra attese di aumento e di riduzione dei prezzi nel trimestre in
corso (-33 punti percentuali), con una percentuale di attese di calo dei
prezzi particolarmente elevata (superiore al 40 per cento) al Sud e nelle
Isole.

Le prospettive del mercato nazionale
In deciso aumento l'incidenza delle attese di stazionarietà della situazione
generale del mercato immobiliare a breve termine rispetto all'inchiesta
precedente (al 65,2 per cento, dal 59,5).
Vi ha contribuito in larga misura una riduzione della quota di agenti che
anticipano prospettive più favorevoli (all'11,8 per cento, dal 15,8 dell'ultimo
trimestre del 2009), che ha determinato un ampliamento del saldo negativo
tra attese di miglioramento e di peggioramento. Anche nel medio termine
emerge un quadro più incerto rispetto alla rilevazione precedente: le
prospettive per i prossimi due anni sono giudicate positive dal 60,4 per
cento delle agenzie (contro il 66,1 dell'inchiesta precedente) e in
peggioramento dal 14,5 (contro il 12,2).





Notizia pubblicata il 08/06/2010


HOMEPAGE

Archivio Notizie