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MERCATO IMMOBILIARE : UNA OCCASIONE DI CRESCITA

05 luglio 2009. Dal primo luglio 2009 qualsiasi categoria e tipologia immobiliare che sarà oggetto di transazione a titolo oneroso dovrà corredarsi della cosiddetta Certificazione Energetica, indispensabile quindi per concludere le compravendite, ma anche conferimenti a società e trust, permute e anche contratti di locazione queste ultimi in alcuni casi e per alcune regioni che abbiano legiferato in materia.


Mercato immobiliare :
Certificazione energetica una occasione di crescita e di selezione
Dal primo luglio 2009 qualsiasi categoria e tipologia immobiliare che sarà oggetto di transazione a titolo oneroso dovrà corredarsi della cosiddetta Certificazione Energetica, indispensabile quindi per concludere le compravendite, ma anche conferimenti a società e trust, permute e anche contratti di locazione queste ultimi in alcuni casi e per alcune regioni che abbiano legiferato in materia.
Il riferimento normativo è, in recepimento della Direttiva Europea 91/2002, il Decreto Legislativo n. 192 del 19 agosto 2005, modificato dal Decreto Legislativo 311/2006, il tutto con la finalità di stabilire modi e criteri per migliorare le prestazioni energetiche degli edifici.
Il 25 maggio 2009 la Commissione Europea ha inviato all’Italia una lettera di messa in mora per chiedere chiarimenti in merito alla cancellazione dell'obbligo di allegare il certificato di rendimento energetico agli atti di compravendita degli immobili, introdotta dall’art. 35 della Legge 133/2008.
L’Italia avrà due mesi di tempo per fornire una risposta o chiedere un’ulteriore proroga per rispondere alla Commissione.
Dall’entrata in vigore della legge 133/2008 E'STATO ABOLITO l’obbligo di allegare l’attestato di certificazione energetica all’atto di compravendita (atti a titolo oneroso) e di metterlo a disposizione del conduttore per i contratti di locazione, obblighi già previsti dai commi 3 e 4 dell’articolo 6 del Dlgs 192/2005 e dall'art. 2 D. lgs 311/2006.
Con lo stesso articolo 35 Legge 133/2008 sono stati altresì abrogati anche i commi 8 e 9 dell'articolo 15 del D.lgs 192/2005, concernenti le relative sanzioni ( Nullità ).
SI PRECISA ALTRESI CHE TUTTO QUANTO SOPRA RIPORTATO SI RIFERISCE ESCLUSIVAMENTE ALLA NORMATIVA NAZIONALE E FATTO SALVO EVENTUALE NORMATIVA REGIONALE IN MATERIA IN QUANTO APPLICABILE CHE POTREBBE ANCHE PREVALERE SU QUELLA NAZIONALE
Resta però valido l’obbligo di redigere l’attestato di certificazione energetica, previsto dall’art. 6 del D.Lgs 192/2005.
Nel quadro della procedura d’infrazione in corso per il mancato rispetto della direttiva comunitaria 2002/1991/CE sul rendimento energetico in edilizia, lo scorso gennaio l’Italia ha ricevuto un’altra lettera di messa in mora per non aver rispettato la data del 4 gennaio prevista dall’articolo 15 della stessa direttiva come data ultima per recepire integralmente le disposizioni della direttiva.
È in vigore da oggi il Dpr 59 del 2 aprile 2009 recante il Regolamento che definisce le metodologie di calcolo e i requisiti minimi per la prestazione energetica degli edifici e degli impianti termici, emanato in attuazione dell’articolo 4, comma1, lettere a) e b), del Dlgs 192/2005.
Le nuove norme si applicano all’edilizia pubblica e privata e alle ristrutturazioni di edifici esistenti e adottano - per le metodologie di calcolo delle prestazioni energetiche degli edifici - le norme tecniche nazionali della serie UNI/TS 11300.
Il DPR 59/2009 è uno dei tre decreti attuativi dei D.Lgs 192/2005 e D.Lgs 311/2006, che recepiscono la direttiva 2002/91/CE sul rendimento energetico in edilizia; manca ancora, quindi, il DPR in attuazione della lettera c) dell’articolo 4 comma 1, del D.Lgs. 192/2005 che fisserà i criteri di accreditamento degli esperti e degli organismi a cui affidare la certificazione energetica e il Decreto interministeriale (Sviluppo-Ambiente-Infrastrutture), in attuazione dell’articolo 6, comma 9 e dell’articolo 5, comma 1 del D.Lgs. 192/2005. che definirà le procedure applicative della certificazione energetica degli edifici e conterrà le Linee guida nazionali.
GLI OBBLIGHI DAL 1° LUGLIO 2009 restano confermati come novella che entra in vigore a tale data e quindi consolida l'obbligo di redigere l’attestato di certificazione energetica per le singole unità immobiliari, anche sotto i 1000 mq, vendute o affittate (sia esistenti che di nuova costruzione), come previsto dall'art. 6 comma 1- bis del D.lgs 192/2005.
Tuttavia, fino all’entrata in vigore delle Linee Guida nazionali, l’attestato di certificazione energetica è sostituito dall’attestato di qualificazione energetica, redatto dal direttore dei lavori e presentato al Comune di competenza contestualmente alla dichiarazione di fine lavori.
LA CERTIFICAZIONE ENERGETICA EDIFICI
Le costruzioni, (a differenza per es. delle automobili) sono ferme all’età della pietra, e non è un eufemismo, contribuiscono all’inquinamento complessivo per il 40% circa del totale.
La certificazione energetica degli edifici è un segno di una nuova civiltà che avanza.
La Certificazione Energetica degli edifici è un documento che permette all’utente finale di conoscere quali saranno i
consumi energetici della casa, con la rilevante incidenza che questi hanno nel costo di gestione della stessa.
Dare agli utenti, siano essi proprietari o affittuari una maggiore consapevolezza sui consumi, sugli sprechi, sulle possibilità nel tempo di pagare i meno sia in termini monetari che in termini di inquinamento dell’aria deve diventare un dovere di tutti gli operatori del settore specie nel momento in cui sono a diretto contatto con le famiglie, soprattutto nel momento in cui queste affrontano un impegno enorme, quello dell’acquisto della propria casa, investendo un capitale che magari pagheranno in 20 o 30 anni!
Andiamo finalmente verso la cultura della responsabilità e della consapevolezza dei problemi personali e sociali perché l’inquinamento provocato dalle nostre attuali abitazioni ricade direttamente sulla nostra salute e su quella dei nostri figli.
E’ una questione culturale profonda.
La persona che acquista una macchina è abituata ad informarsi dal venditore dei consumi della macchina. Altrettanto non si può dire per chi acquista o prende in locazione un alloggio. Investe un capitale 10-15-20 volte superiore a quello che serve per acquistare una macchina ma si ferma a considerare spesso le finiture interne, i pavimenti, a volte solo l’aspetto esterno.
La certificazione energetica non è da confondere con la diagnosi energetica.
La certificazione energetica fotografa una realtà al momento dello studio. Il foglio (attestato) che normalmente si propone, si compone di tre pagine. La prima, caratterizzata da strisce di colori fa vedere in maniera evidente la classe di appartenenza del fabbricato, i consumi in termini di Kwh/mq anno, In seconda pagina illustra gli indicatori prestazionali, cioè i consumi teorici per riscaldamento, per raffrescamento estivo, per produzione di acqua calda sanitaria, per l’energia elettrica, espressi in Kwh/mq oltre che i kg/mq di CO2 immessi in atmosfera.
La diagnosi energetica ci fa capire come intervenire sull’immobile per ottimizzare gli interventi, sapendo in quanto tempo posso ammortizzare il capitale investito.
E’ importante considerare i costi nella vita utile dell’impianto. (ad esempio se utilizzo una caldaia a condensazione devo sapere che inizialmente per l'acquisto spendo il doppio di una caldaia normale, ma dopo i primi tre anni ho ammortizzato il maggior costo e nei successivi 12 anni ho dei vantaggi nei consumi!)
La stessa cosa sarà per le case.

• Gli edifici certificati in classe A o B o C acquisteranno valore nel mercato immobiliare mentre gli edifici classificati F o G sono destinati a perdere valore.

• Per le Agenzie Immobiliari si aprono nuove possibilità di decantare i pregi di una casa da vendere con ottica diversa, scoprendo che:

• Un terrazzo che forse prima consideravate troppo grande, oggi potrebbe essere una buona base per l’installazione di pannelli solare-termici o fotovoltaici;

• Una facciata senza troppi decori che oggi considerate magari anonima sarà invece vendibile come facciata adatta a realizzare un cappotto o addirittura, se orientata a sud, al montaggio di pannelli fotovoltaici integrati all’architettura.

• Una brutta ringhiera orientata a sud potrà essere sostituita con tubi sottovuoto per la

Notizia pubblicata il 05/07/2009


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