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Bankitalia: lotta al riciclaggio, più controlli sui clienti occasionali

20 aprile 2009. Bankitalia: lotta al riciclaggio, più controlli sui clienti occasionali
I recenti chiarimenti in tema di antiriciclaggio forniti dalla Banca d'Italia e dal ministero dell'Economia, commentati dalla circolare Assosim dell'11 febbraio, rivedono e puntualizzano alcuni criteri connessi agli obblighi di adeguata verifica e di identificazione della clientela.


Bankitalia: lotta al riciclaggio, più controlli sui clienti occasionali
I recenti chiarimenti in tema di antiriciclaggio forniti dalla Banca d'Italia e dal ministero dell'Economia, commentati dalla circolare Assosim dell'11 febbraio, rivedono e puntualizzano alcuni criteri connessi agli obblighi di adeguata verifica e di identificazione della clientela.

Operazioni occasionali
La Banca d'Italia ha esteso l'obbligo degli intermediari di raccogliere le informazioni su scopo e natura dell'operazione anche ai rapporti occasionali: ampliando così la portata della norma (decreto legislativo antiriciclaggio, 231/07), che limitava l'adeguata verifica e il controllo ai rapporti continuativi.
Dunque, per applicare correttamente l'approccio basato sul rischio, la Banca d'Italia ritiene necessario che gli intermediari profilino il rischio riciclaggio, associato a ogni cliente, indipendentemente dal fatto che si tratti di un cliente con il quale si pongano in essere operazioni occasionali o si intrattengano rapporti continuativi, estendendo di fatto, a qualsiasi fattispecie, l'utilità delle informazioni acquisite per il rispetto dell'obbligo di adeguata verifica della clientela.

Operazioni collegate
Bankitalia ha poi chiarito che per valutare la rilevanza delle operazioni collegate - a differenza di quanto stabilito per le operazioni frazionate - si deve prescindere da un arco temporale di riferimento. Per individuare correttamente le operazioni collegate occorre far riferimento ai criteri di connessione, alternativi e concorrenti, indicati dal decreto antiriciclaggio: per esempio, il soggetto che esegue l'operazione, l'oggetto o lo scopo a cui sono dirette.
Non è però stato chiarito come possano essere in concreto valorizzati questi criteri, tenuto anche conto della piena autonomia degli intermediari nell'individuare le classi di operazioni e gli importi che devono essere considerati non significativi per riconoscere le operazioni collegate.

Titolare effettivo
L'individuazione del titolare effettivo richiesta dalle norme antiriciclaggio non è sempre chiara ed evidente, specie in quegli assetti societari in cui vengono esercitati controlli diretti o indiretti di un certo tipo. In questo senso, per risolvere la questione la Banca d'Italia rinvia alle normative già esistenti in tema di controllo, richiamando l'articolo 2359 del Codice civile e l'articolo 93 del Tuf. Ciononostante, i chiarimenti forniti precisano che, nel caso in cui la soglia del 25%, indicata dal decreto antiriciclaggio, sia superata da più soggetti all'interno della medesima entità giuridica, si deve far riferimento all'influenza effettivamente esercitata da ciascuno di essi. È possibile, quindi, che più soggetti possano assumere la qualifica di titolare effettivo all'interno di una stessa operazione.

Fiduciarie
Anche le fiduciarie statiche devono fornire dati e informazioni ai fini degli obblighi antiriciclaggio. Questa la conclusione netta e "spiazzante", tenuto conto della "riservatezza" che caratterizza le fiduciarie: se assumono la veste di clienti nei rapporti con altri intermediari, devono fornire per iscritto tutte le informazioni necessarie e aggiornate di cui siano a conoscenza, per consentire l'identificazione del titolare effettivo.


Notizia pubblicata il 17/05/2009


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