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DA QUEST'ANNO MAGGIORI DETRAZIONI DEI CANONI DI LOCAZIONE

28/02/2009. L'Agenzia delle entrate - ris. n. 200/E del 16 maggio scorso - ha illustrato il panorama delle
detrazioni previste, anche a seguito dell'entrata in vigore dell'ultima Finanziaria, in relazione ai
canoni di locazione corrisposti per l'unità immobiliare adibita ad abitazione principale


DA QUEST'ANNO MAGGIORI DETRAZIONI DEI CANONI DI LOCAZIONE
Il Sole 24 Ore, Consulente Immobiliare, 15 giugno 2008, n. 816, p. 1156
a cura di Flavio Guidi, Paolo Duranti
L'Agenzia delle entrate - ris. n. 200/E del 16 maggio scorso - ha illustrato il panorama delle
detrazioni previste, anche a seguito dell'entrata in vigore dell'ultima Finanziaria, in relazione ai
canoni di locazione corrisposti per l'unità immobiliare adibita ad abitazione principale.
I soggetti titolari di contratti di locazione di unità immobiliari, adibite ad abitazione principale, stipulati o
rinnovati ai sensi della legge 431 del 9 dicembre 1998, possono portare in detrazione dall'IRPEF i relativi
canoni di locazione, nelle seguenti misure:
a. euro 300, se il reddito complessivo non supera euro 15.493,71;
b. euro 150, se il reddito complessivo supera euro 15.493,71 ma non euro 30.987,41. La norma che
prevede tale possibilità è ora inserita nell'art. 16, comma 1, del TUIR, introdotto dall'art. 1, comma 9, lett.
a), della Finanziaria 2008 (legge 244 del 24 dicembre 2007).
CONDIZIONI PER POTER FRUIRE DELLA DETRAZIONE
La detrazione è subordinata ai seguenti requisiti:
- l'avente diritto deve essere esclusivamente il conduttore (cioè il locatario) indicato nel contratto di
locazione;
- il contratto deve avere a oggetto unità immobiliari adibite ad abitazione principale. Con tale termine si
intende l'abitazione nella quale il soggetto titolare del contratto di locazione o i suoi familiari dimorano
abitualmente;
- il contratto deve essere stato stipulato o rinnovato ai sensi della legge 431 del 9 dicembre 1998, che -
com'è noto - contiene la riforma della disciplina delle locazioni di immobili adibiti a uso abitativo.
Nota bene
Relativamente agli immobili abitativi, pertanto, la citata legge 431/1998 si è sovrapposta, in parte
abrogandola, alla precedente disciplina contenuta nella legge 392 del 22 luglio 1978 (legge
dell'equo canone, rimasta pienamente in vigore per le locazioni di immobili adibiti a uso diverso
dall'abitativo, e quindi commerciale ecc.) e nel D.L. 333 dell'11 luglio 1992, convertito con la legge
359 dell'8 agosto 1992 (che introdusse la possibilità di stipulare accordi in deroga).
LE NOVITÀ DELLA FINANZIARIA
Da quest'anno, a seguito dell'entrata in vigore della legge 244/2007 la possibilità di detrarre i canoni di
locazione - prima limitata ai conduttori titolari di contratti di locazione convenzionati - è ora estesa, anche
se in misura minore, ai locatari titolari di tutti i contratti di locazione previsti dalla riforma del 1998.
La legge 431 del 9 dicembre 1998 ha introdotto la possibilità per i contraenti di scegliere tra un modello
cosiddetto libero, caratterizzato, tra l'altro, dall'assoluta libertà nella fissazione dell'importo del canone, e
un modello (detto concordato, convenzionato o assistito), in cui la misura del canone deve essere
determinata nel rispetto di taluni criteri e indici fissati da specifici accordi raggiunti a livello territoriale dalle
organizzazioni maggiormente rappresentative dei proprietari e degli inquilini. Al fine di incentivare questo
secondo tipo di contratti, la legge ha disposto agevolazioni fiscali sia per il locatore (sotto il profilo
dell'IRPEF, dell'ICI e dell'imposta di registro), che per il conduttore -inquilino (incidenti sia sull'IRPEF, sia
sull'imposta di registro).
ALTRE DETRAZIONI PER CANONI DI LOCAZIONE
L'art 16 del D.P.R. 917 del 22 dicembre 1986 riconosce la detrazione per canoni di locazione, per i primi tre
anni del rapporto, anche a favore di altre due categorie di contribuenti:
- lavoratori dipendenti che hanno trasferito o trasferiscono la residenza nel comune in cui lavorano;
- giovani di età compresa fra i 20 e i 30 anni che stipulano un contratto di locazione ai sensi della
richiamata legge 431/1998 purché in presenza di determinate condizioni stabilite dalla norma.
Relativamente alla prima delle due categorie appena menzionate, la detrazione spetta nelle seguenti
misure:
- euro 991,60, s e il reddito complessivo non supera euro 15.493,71;
- euro 495,80, se il reddito complessivo supera euro 15.493,71 ma non euro 30.987,41.DISCIPLINA DELLE DETRAZIONI
Divieto di cumulo : le detrazioni non possono essere cumulate tra loro. Di conseguenza si applica quella
più favorevole al contribuente, da lui indicata.
Utilizzo dell'immobile come abitazione principale per un periodo inferiore all'anno: in questo caso
la detrazione deve essere rapportata al periodo dell'anno durante il quale l'unità immobiliare locata è
adibita ad abitazione principale.
Detrazione di importo superiore all'imposta lorda, diminuita, nell'ordine, delle detrazioni di cui
agli artt. 12 e 13 del TUIR : in questo caso il contribuente ha diritto a usufruire di una detrazione di
importo pari alla quota di detrazione che non ha trovato capienza nell'imposta.
Si tratta di tre regole sancite nei commi 1-quat er, 1 quinquies e 1 sexies dell'art. 16 del TUIR, introdotti
dall'art. 9, comma 1, lett. d ), della Finanziaria 2008.
Contratto stipulato prima dell'entrata in vigore della legge 431/1998
Nell'ipotesi in cui il contratto di locazione sia stato stipulato prima dell'entrata in vigore della riforma
del 1998, e quindi ai sensi della legge 392 del 27 luglio 1978 (equo canone) oppure della legge 359
dell'8 agosto 1992 (patti in deroga), e sia stato automaticamente prorogato per gli anni successivi,
si applicano le detrazioni disposte dalla Finanziaria 2008, sin qui analizzate.
Contratto stipulato dopo l'entrata in vigore della legge 431/1998 senza riferimenti alla
riforma
Anche nel caso in cui il contratto di locazione sia stato stipulato nella vigenza della legge 431/1998
ma le parti nell'atto abbiano omesso qualsiasi riferimento a tale disciplina, l'Agenzia delle entrate -
con la ris. n. 200/E del 16 maggio 2008 - ha stabilito che si possa applicare il regime di detrazioni
delineato dall'ultima Finanziaria, con effetto dal 1° gennaio 2008.
Il ragionamento svolto dall'Amministrazione è il seguente: il contratto di locazione, stipulato in
vigenza della legge 431/1998 si considera comunque disciplinato da quest'ultima, anche se le
relative disposizioni non sono espressamente menzionate nell'atto, in quanto il contenuto del
contratto, benché lasciato alla libera disponibilità delle parti, non può mai essere contra legem.
Naturalmente - ha aggiunto la citata risoluzione - in sede di interpretazione del contratto dovrà
essere di volta in volta individuata la tipologia contrattuale alla quale le parti abbiano inteso fare
riferimento, e sulla base di tale operazione stabilire l'importo della detrazione spettante ai sensi
dell'art. 16 del TUIR.
Contratto stipulato dopo l'entrata in vigore della legge 431/1998 nel quale le parti si
siano riferite a normative previgenti (legge 392/1978 o legge 359/1992)
L'ipotesi in commento deve essere risolta avendo riguardo all'art. 14 della legge 431/1998, che
espressamente abroga, oltre a numerosi articoli della legge dell'equo canone, anche l'art. 11 del
richiamato D.L. 333 dell'11 luglio 1992, convertito con la legge 359 dell'8 agosto 1992, e pertanto
non consente più la possibilità di stipulare gli accordi in deroga. Pertanto, anche in quest'ipotesi,
appunto per gli identici motivi indicati per la fattispecie precedente (vale a dire, in virtù del principio
per cui il contenuto del contratto non può mai violare la normativa vigente), il contratto deve essere
ricondotto alla legge del 1998, con la conseguente applicabilità delle detrazioni sopra esposte.




Notizia pubblicata il 01/03/2009


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