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Garante privacy - agenzie immobiliari: no alle discriminazioni. Vietato l'uso di dati su razza, religione e abitudini sessuali

16 aprile 2007. Vietato l'uso di dati su razza, religione e abitudini sessuali

È vietato schedare la clientela in base all'origine razziale, alle convinzioni religiose o alle preferenze sessuali.


Garante privacy - agenzie immobiliari: no alle discriminazioni. Vietato l'uso di dati su razza, religione e abitudini sessuali

È vietato schedare la clientela in base all'origine razziale, alle convinzioni religiose o alle preferenze sessuali. Lo ha deciso il Garante della privacy, dando notizia del provvedimento adottato lo scorso 11 gennaio. L’Autorità ha vietato a una agenzia immobiliare di utilizzare questo genere di dati personali perché trattati in modo illecito, al di fuori dei casi autorizzati dall'Autorità e in violazione anche delle norme sulla parità di trattamento tra le persone che vieta espressamente le discriminazioni razziali nella fornitura di beni e servizi, con particolare riferimento all'alloggio. La società non potrà più raccogliere informazioni su razza, religione o vita sessuale delle persone che la contattano per la compravendita o la locazione di una casa, né utilizzare quel genere di informazioni già in suo possesso. Nel corso degli accertamenti, disposti dal Garante nell'ambito del programma di ispezioni nei confronti di alcuni settori e categorie professionali, è emerso che l'agenzia, oltre ai dati necessari per adempiere al proprio mandato (dati anagrafici, indirizzo, numero di telefono ecc.), raccoglieva, senza consenso, anche altri dati personali “delicatissimi perché, a suo dire, alcuni proprietari non avrebbero gradito affittare a extracomunitari o a omosessuali, o perché alcuni condomini avrebbero preferito evitare la presenza di musulmani. Nel vietare il trattamento il Garante ha ritenuto che la società immobiliare abbia operato in modo illecito, discriminatorio e lesivo della dignità delle persone, in contrasto con quanto stabilito dal Codice della privacy e dalle autorizzazioni generali in materia di trattamento di dati sensibili. Lecita, secondo il Garante, solo la raccolta di informazioni relative ad handicap o patologie invalidanti perché ha lo scopo di escludere dalle trattative immobili con barriere architettoniche o privi di ascensore. Il Garante ha inoltre prescritto alla società di riformulare l'informativa, in particolare quella on line, specificando chiaramente per quali finalità usa i dati personali, e di mettere la clientela in condizioni di esprimere liberamente la propria volontà sull'invio di materiale pubblicitario e sull'uso della posta elettronica a fini di marketing.



Notizia pubblicata il 16/04/2007


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