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La detrazione di mille euro una tantum

2 febbraio 2009. Provvigioni per intermediazione immobiliare già dal Contratto Preliminare


a cura di Armando Barsotti UFFICIO STUDI FIAIP

In riferimento Manovra Fiscale Legge 248/2006 e alla interpretazione autentica di cui alla circolare 28/E/2006 si illustra la modifica introdotta all’articolo 15, lettera b-bis) del Testo Unico Imposta sui Redditi (T.U.I.R.) dal 1° gennaio 2007 e più precisamente :

I compensi /provvigioni, comunque denominati, pagati a soggetti di intermediazione immobiliare in dipendenza dell’acquisto dell’unità immobiliare da adibire ad abitazione principale sono detraibili per un importo non superiore a 1.000 euro per ciascuna annualità.

La circolare 28/E/2006 dell’Agenzia ha successivamente precisato che l’importo di 1.000 euro costituisce il limite massimo cui commisurare la detrazione in relazione all’intera spesa sostenuta per il compenso versato agli intermediari immobiliari ( agenti immobiliari regolarmente iscritti al ruolo agenti affari in mediazione di cui alla Legge 39/1989 ) per l’acquisto della unità immobiliare da adibire ad abitazione principale e che la possibilità di portare in detrazione quest’onere si esaurisce in un unico anno di imposta.

La stessa circolare ha chiarito che se l’acquisto è effettuato da più proprietari, la detrazione, nel limite complessivo di 1.000 euro, dovrà essere ripartita tra i comproprietari in ragione della percentuale di proprietà.

La detrazione in oggetto compete solo all’acquirente dell’immobile, e non ad altri soggetti coinvolti nell’atto ad altro titolo.

In ordine al tipo di immobile acquistato, dal contesto normativo nel quale la disposizione è collocata oltre alla Circolare n.34 del 4 aprile 2008 troviamo la definizione di “Abitazione Principale” :

“ L'abitazione principale è l'immobile posseduto a titolo di proprietà o di altro diritto reale (ad esempio l'usufrutto) ed utilizzato come dimora principale dal contribuente o/e dai suoi familiari (coniuge, parenti entro il terzo grado e affini entro il secondo grado). A tal fine rilevano le risultanze dei registri anagrafici o l'autocertificazione con la quale si può attestare che la dimora principale è in un luogo diverso da quella anagrafica “

Infatti, nello stesso articolo 15, lettera b) del (T.U.I.R.), ai fini della detrazione degli interessi passivi di mutuo si precisa che per abitazione principale si intende quella nella quale il contribuente o i suoi familiari dimorano abitualmente.

Quindi per aver diritto all’agevolazione in argomento l’immobile per il quale è stata pagata la mediazione può anche non costituire la prima casa per l’acquirente, purché sia adibito ad “abitazione principale” da lui o dai suoi familiari. Si intendono per familiari, ai fini delle imposte sui redditi, il coniuge, i parenti entrò il terzo grado e gli affini entro il secondo grado.

Molto spesso alla data del rogito e del pagamento del compenso al mediatore immobiliare questo presupposto di fatto potrebbe non essere ancora realizzato; si ritiene, comunque, che sia sufficiente che l’immobile venga adibito a tale uso dell’acquirente entro un anno dall’atto di acquisto, regola già validata per la detrazione degli interessi passivi sui mutui assistiti da ipoteca.

E’ detraibile il 19% sulle spese corrisposte a titolo di mediazione per l’acquisto della “prima casa”, anche se è stato sottoscritto solo il contratto preliminare di compravendita.

A seguito di apposito interpello da parte di un contribuente la Direzione Centrale Normativa e Contenzioso dell’Agenzia delle Entrate ha infatti chiarito che, se il preliminare è regolarmente registrato e se nello stesso si formalizza l’impegno delle parti al passaggio della proprietà con atto notarile, è possibile usufruire della Detrazione del 19% sulle spese di mediazione anche prima del rogito di compravendita direttamente nel Modello Unico persone fisiche ,infatti a tal fine si deve far riferimento alla Risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 26 del 30/01/2009

La Risoluzione chiarisce inoltre che l’importo di € 1.000, in caso di acquisto in quote indivise, deve essere ripartito in ragione delle percentuali di comproprietà richiamando i chiarimenti e le interpretazioni della Circolare 28/E/2006 Agenzia delle Entrate .

La Risoluzione stessa rammenta, peraltro, che la circolare n. 34 del 4 aprile 2008 ha chiarito che, poiché l'agevolazione e' subordinata alla condizione che l'immobile sia adibito ad abitazione principale, il beneficio viene meno nel caso in cui l'acquisto dell'immobile non sia stato concluso.

Con riferimento al caso in esame ciò implica che, poiché un preliminare di vendita non produce effetti reali, in quanto il promissario acquirente diventa proprietario dell'immobile solo all'atto della stipula del contratto definitivo, nell'ipotesi in cui le parti non giungano alla stipula del contratto definitivo la detrazione relativa al compenso di intermediazione immobiliare, operata in sede di dichiarazione dei redditi dal promissario acquirente, dovrà essere restituita

UFFICIO STUDI FIAIP













Notizia pubblicata il 02/02/2009


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