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MUTUI : IMPOSTA SOSTITUTIVA

15 luglio 2008. L’IMPOSTA SOSTITUTIVA SUI MUTUI

ART.18 DEL D.P.R. 29 SETTEMBRE 1973 N.601



Ai sensi del Decreto Legge 12 luglio 2004, n. 168, convertito con modificazioni, nella legge 30 luglio 2004, n. 191 nonché del Decreto Legge 3 agosto 2004, n. 220 convertito con Legge 191/2004, l’imposta sostitutiva sui mutui prevista dal D.P.R. 601/73 è stata innalzata dallo 0,25% al 2%.


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L’IMPOSTA SOSTITUTIVA SUI MUTUI

ART.18 DEL D.P.R. 29 SETTEMBRE 1973 N.601



Ai sensi del Decreto Legge 12 luglio 2004, n. 168, convertito con modificazioni, nella legge 30 luglio 2004, n. 191 nonché del Decreto Legge 3 agosto 2004, n. 220 convertito con Legge 191/2004, l’imposta sostitutiva sui mutui prevista dal D.P.R. 601/73 è stata innalzata dallo 0,25% al 2%.

L’aliquota dell’imposta sostitutiva nella misura del 2 per cento, di cui all’art. 18 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 601, si applica ai soli finanziamenti erogati per l’acquisto, la costruzione o la ristrutturazione di immobili a uso abitativo, e relative pertinenze, per i quali non ricorrono le condizioni di cui alla nota II- bis all’art. 1 della tariffa, parte prima, annessa al testo unico delle disposizioni concernenti l’imposta di registro, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 26 aprile 1986 n. 131.

a) la cornice generale di applicazione della nuova disposizione resta quella delineata nella legge 191, con particolare riguardo al momento rilevante ai fini dell’individuazione dell’aliquota applicabile, coincidente con la conclusione del contratto e non con l’erogazione del finanziamento;

b) la norma interpretativa individua in positivo, e non più in negativo, i finanziamenti rispetto ai quali si applica l’aliquota del 2% anziché quella dello 0,25%; ne deriva che quest’ultima aliquota resta la regola, mentre la prima diviene, ad ogni effetto, l’eccezione, in quanto la sua applicazione resta limitata ad ipotesi puntualmente disciplinate;

c) solo ricorrendo la particolare “finalità” sopra citata la banca, soggetto passivo d’imposta, dovrà applicare l’imposta nella misura del 2%, (ciò che unicamente rileva è la destinazione del finanziamento, e non anche l’esistenza o le caratteristiche dell’eventuale costituzione di ipoteca a garanzia della banca).

In termini operativi:

1. l'art.1 comma 160 legge finanziaria 2008 richiede come contenuto della dichiarazione del mutuatario resa nell'atto di finanziamento o allegata allo stesso, la sussistenza delle condizioni di cui alla nota II bis art.1 parte I della Tariffa allegata al D.P.R. 131/86.
2. l’aliquota maggiorata si applica soltanto ai finanziamenti erogati a favore di soggetti privati.


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Il testo dell’art. 18 del d.p.r. n. 601 del 1973, così come risulta all’esito delle modifiche sopra citate, risulta oggi essere il seguente:

“Art.18 Aliquote e base imponibile dell’imposta sostitutiva.

1. L’imposta sostitutiva si applica in ragione dello 0,25 per cento dell’ammontare complessivo dei finanziamenti di cui ai precedenti artt.15 e 16 erogati in ciascun esercizio. Per i finanziamenti fatti mediante aperture di credito, utilizzate in conto corrente o in qualsiasi altra forma tecnica, si tiene conto dell’ammontare del fido.

2. L’aliquota è ridotta allo 0,25 per cento per i finanziamenti previsti ai nn.1), 2), 3), 4), 8), e 9) dell’art.16.

3. Qualora il finanziamento stesso non si riferisca all’acquisto della prima casa di abitazione, e delle relative pertinenze, l’aliquota si applica nella misura del 2 per cento dell’ammontare complessivo dei finanziamenti di cui al precedente articolo 15 erogati in ciascun esercizio.”

Notizia pubblicata il 20/07/2008


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