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Studi di settore: sotto tiro chi imbroglia

18 aprile 2007. Sugli studi di settore il Fisco fa sul serio. Tra le carte che l'amministrazione intende giocare per "convincere" i contribuenti a un uso corretto dello strumento per determinare ricavi e compensi non c'è solo il raddoppio del numero di controlli, che quest'anno dovrebbero passare da 52mila a 100mila.


L'agenzia delle Entrate si appresta, infatti, a pianificare un'operazione, per così dire, di moral suasion, con l'invio di una lettera destinata proprio ai contribuenti i cui dati risultano in evidente contrasto con le caratteristiche dell'attività svolta.

Sotto osservazione
D'altra parte, situazioni palesemente anomale e risultati disinvoltamente "disallineati" da una corretta applicazione degli studi di settore sono ben noti all'amministrazione finanziaria. Al punto che, oggi, il Fisco è in grado di isolare i più furbi, scegliendoli tra oltre un milione di posizioni "particolarmente dubbie" su cui ha deciso di concentrare le proprie attenzioni.
Così, in questi giorni, le Finanze stanno vagliando le situazioni più delicate. L'obiettivo è di pianificare una campagna di informazione mirata, rivolta proprio ai soggetti che, dopo un attento riscontro che sarà effettuato sulla base di particolari filtri, risulteranno manifestamente incoerenti rispetto ai risultati di Gerico.
Entro il mese di maggio l'agenzia delle Entrate conta di far partire almeno 300mila lettere di monito. Gli avvisi - che potranno anche essere trasmessi via e-mail, direttamente agli intermediari dei contribuenti interessati - segnaleranno i dubbi del Fisco sulla bontà e sulla correttezza dei dati dichiarati in Unico e/o negli allegati dedicati agli studi di settore.

La parola a Visco
I dettagli dell'operazione saranno definiti nei prossimi giorni. L'ultima parola, naturalmente, spetta al vice ministro dell'Economia e delle Finanze, Vincenzo Visco, il quale già con le misure di fine 2006 ha mostrato di volere puntare con forza sugli studi di settore (i correttivi e gli indicatori di normalità per rendere più efficace lo strumento di accertamento sono stati messi a punto proprio nei primi mesi del 2007).
Il messaggio che l'amministrazione vuole trasmettere è quanto mai immediato: «Caro contribuente - sembra voler dire il Fisco - il periodo in cui gli studi di settore potevano consentire "aggiustamenti mirati" è definitivamente archiviato. D'ora in poi, i controlli a mezzo studi di settore entrano nella fase pienamente operativa. Tienine conto ora che ti appresti a compilare la dichiarazione 2007.»
Una campagna di "comunicazione bonaria" che, pur nel rispetto dei diritti del contribuente, vuole rappresentare un vero e proprio "avvertimento" sul corretto uso dello strumento di accertamento (ecco perché il messaggio sarà inviato solo ai più scaltri). L'amministrazione intende, in pratica, far sapere di non essere solo in grado di elaborare numeri e dati, ma al contrario di essere capace di fare emergere situazioni non lineari e corrette.
Ma c'è di più: l'avviso del Fisco avrà, infatti, un peso anche per il passato. E ricorderà ai contribuenti per i quali è emerso più di un semplice indizio di "anormalità" la possibilità di correggere la propria posizione ricorrendo al ravvedimento operoso.
Doppia modalità
Le comunicazioni riguarderanno principalmente le dichiarazioni 2006, quelle per le quali sono ancora aperti i termini del ravvedimento. E questo è anche il motivo per cui le prime lettere partiranno con congruo anticipo rispetto al calendario termini dell'autotassazione 2007.
Gli avvisi saranno di due tipi. Le situazioni più semplici saranno spedite via e-mail all'intermediario che ha trasmesso la dichiarazione del contribuente.
Ovviamente, spiegano dal l'amministrazione, là dove il contribuente potrà motivare le scelte fatte a suo tempo, il Fisco sarà pronto a prenderne atto (come, a esempio, nel caso di un bene strumentale acquistato e poi venduto in corso d'anno). In queste situazioni, l'obiezione mossa dal Fisco cadrà da sola e non avrà successivi strascichi. Nelle altre ipotesi, il contribuente avrà il tempo per ravvedersi e sistemare dati e dichiarazione dei redditi.
Per le posizioni più smaccatamente artefatte gli anni di riferimento saranno invece tre (dal 2003 al 2005) ed evidenzieranno al contribuente e al suo intermediario le anomalie riscontrate nel triennio e, soprattutto, i valori riportati nei quadri di Unico. Valori spesso completamente disallineati rispetto ai dati dichiarati negli allegati sugli studi di settore. In queste ipotesi, la "comunicazione bonaria" assumerà le vesti di una notifica a mezzo posta e non viaggerà via e-mail. Insomma, l'anticamera di un accertamento vero e proprio.

I numeri: 68,6% i contribuenti congrui
È la percentuale di soggetti che nel 2005 (Unico 2004) risultavano "naturalmente" in linea con gli studi di settore, secondo i dati forniti dalla Sose, la società che gestisce gli studi di settore. Va notato che nel 1999 (dichiarazioni 1998), solo il 49% dei contribuenti era risultata congrua senza necessità di adeguamento in dichiarazione.

Segno che, nel nel corso degli anni, i contribuenti hanno cercato di adeguarsi ai risultati di Gerico già durante l'anno 83,3% In linea
È la percentuale complessiva (anno d'imposta 2004) dei contribuenti congrui, sia naturalmente sia in seguito all'adeguamento spontaneo in dichiarazione. In base ai dati della Sose. Nel 1998, questi soggetti erano il 68,5% del totale dei contribuenti ai quali si applicano gli studi di settore

Le cinque mosse Arriva la lettera
Il contribuente, anche per il tramite del suo intermediario, riceverà dal Fisco una "comunicazione bonaria". L'avviso arriverà via e-mail per i casi più semplici e relativi al solo anno d'imposta 2005, mentre sarà notificato per posta, per i casi più complessi e per quelli relativi all'ultimo triennio
I riscontri da effettuare
Il contribuente e l'intermediario dovranno prendere visione delle osservazioni mosse dal Fisco. I rilievi riguarderanno principalmente errate indicazioni (acquisti di beni al posto di acquisti di servizi) o valori disallineati sia rispetto a Gerico sia rispetto al reale svolgimento dell'attività

Le obiezioni
Il contribuente avrà la possibilità di dimostrare l'infondatezza dei rilievi mossi dal Fisco. In questi casi, la comunicazione perderà qualsiasi efficacia e il Fisco non proseguirà oltre. In caso contrario, per contribuenti e intermediari si potrà aprire la strada del ravvedimento operoso

Il ravvedimento operoso
La comunicazione bonaria ricevuta lascerà aperta la possibilità di ravvedersi e rettificare i dati comunicati in precedenza al Fisco. Il ravvedimento operoso, possibile solo per il 2005, andrà effettuato prima della scadenza del termine di presentazione di Unico 2007, a oggi fissato il prossimo 31 luglio

Le altre possibilità
Non i tutti casi sarà possibile o converrà ravvedersi. Il ravvedimento potrebbe costare più dell'eventuale definizione tramite l'accertamento con adesione. Attraverso la modalità del concordato a regime potrebbero essere, infatti, ridotti i maggiori importi richiesti dal Fisco

Le segnalazioni del Fisco aprono al ravvedimento
Dopo l'inasprimento delle sanzioni per l'inesatta indicazione dei dati degli studi di settore e i nuovi indicatori di normalità presenti in Gerico 2007, entrano in campo le nuove "comunicazione bonarie". Con lo scopo è di frenare la non corretta indicazione dei dati su cui si basa Gerico.
Le comunicazioni bonarie riguarderanno le annualità fino al 2005. Questo perché sia le nuove sanzioni, che dovrebbero scoraggiare l'inesatta indicazione dei dati degli studi, che i nuovi indicatori, le cui finalità sono proprio quelle di far emergere le "manomissioni" degli stessi dati, si applicano dal periodo d'imposta 2006. Per le nuove penalità l'applicazione da Unico 2007 si deve al principio di legalità (articolo 3 del Dlgs 472/97).
Riguardo le comunicazioni bonarie, va anzitutto evidenziato che quelle che verranno inviate direttamente agli intermediari avranno per oggetto il solo periodo d'imposta 2005 (Unico 2006 e i suoi allegati). Si vorrebbe in questo modo consentire il ravvedimento operoso. In proposito, però, devono essere svolte almeno

due considerazioni preliminari. Il ravvedimento operoso è effettuabile, ai sen

Notizia pubblicata il 18/04/2007


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