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CASA: PER 1,5 MLN FAMIGLIE UN TERZO DEL REDDITO VA ALL' AFFITTO

17 Aprile 2007. Oltre un milione e mezzo di famiglie si trova nella condizione di dover sostenere un canone di affitto, che incide per oltre un terzo rispetto al reddito. La fotografia della difficolta' economiche legate alla situazione del mercato immobiliare italiano e' stata scattata da una ricerca realizzata dal Cresme


Oltre un milione e mezzo di famiglie si trova nella condizione di dover sostenere un canone di affitto, che incide per oltre un terzo rispetto al reddito. La fotografia della difficolta' economiche legate alla situazione del mercato immobiliare italiano e' stata scattata da una ricerca realizzata dal Cresme per conto di Ancab-Legacoop e illustrata da Lorenzo Bellicini in occasione del convegno Anci e Ancab-Legacoop su: "Politiche abitative e Governo del territorio - Esperienze a confronto nelle citta'" in corso oggi a Firenze.

"Il mercato immobiliare ha registrato dal 1997 ad oggi un intensa attivita' di compravendite che ha interessato il 30% dello stock abitativo italiano", sottolinea lo studio, "contemporaneamente i livelli dei prezzi sono saliti a massimi storici. Nel nostro Paese abbiamo assistito cosi' a quello che possiamo definire un salto di scala sul piano della condizione abitativa. Ma questo fenomeno ha riguardato sostanzialmente chi e' gia' proprietario di casa o chi ha avuto una capacita' di reddito in grado di giocare la partita al rialzo".

Sta di fatto, continua la ricerca, che accanto a queste famiglie e' contemporaneamente cresciuto il numero di chi "non e' stato in grado di farcela": nuove famiglie con redditi bassi o medio-bassi (italiane e straniere), famiglie in condizioni di disagio abitativo (sovraffollamento, coabitazione, in sistemazione precaria), famiglie in affitto monoreddito. La fotografia attuale e' fatta di una gradualita' di domande abitative che vanno dalle fasce piu' deboli a quelle intermedie in uno scenario sempre piu' caratterizzato dall'incremento del numero di famiglie che si trova a dover affrontare la questione abitativa come un problema. Oltre a descrive le dinamiche e l'evoluzione della domanda il Cresme ha posto all'attenzione degli amministratori locali l'importanza di considerare le dinamiche dell'offerta e le attuali modalita' di gestione del territorio in "un'ottica di rivedere profondamente le tradizionali politiche della casa". Secondo il Cresme, emerge la necessita' di fare i conti con il mercato. E' nella comprensione dei meccanismi di mercato che possono venire utili indicazioni per la politica.Dall'indagine svolta su alcune tra le principali citta' italiane emerge in particolare: - una sostanziale omogeneita' dei costi di costruzione nelle diverse aree urbane, e per le diverse tipologie che oscilla dai 760 euro ai 1.250 euro al mq di superficie commerciale - due gruppi di citta' per incidenza di oneri di urbanizzazione: chi si colloca tra i 130 e i 140 euro e chi e' ormai attestato oltre i 200 euro (le citta' d'arte) a mq - una particolare diversita', geografica e territoriale urbana rispetto al valore delle aree edificatorie da un minimo di 400 euro a massimi di 1.250 euro a mq di superficie commerciale (edificata) - una ancor maggiore diversita' per quanto riguarda i prezzi del mercato, che vanno da 2.500 euro a 4.200 euro al mq, con punte che raggiungono i 7.050 euro.

"Siamo di fronte a situazioni profondamente diverse di redditivita' di investimento nella promozione immobiliare con un'oscillazione che passa dal 30 al 290%", fa notare lo studio. Di fronte a performance dell'offerta decisamente eccezionali e' necessario "un nuovo atteggiamento da parte dell'ente locale". Lo scenario ricostruito dal Cresme pone all'attenzione delle amministrazioni di governo locale una questione di fondo: "l'imperativo che una quota maggiore di queste redditivita' eccezionali debba essere reinvestita nella qualita' del prodotto edilizio e nell'incremento alla disponibilita' di risorse, aree e immobili da destinare alle fasce dell'emergenza abitativa e al limited profit housing".

Fonte: Agi

Notizia pubblicata il 17/04/2007


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