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ANALISI sicurezza impianti : Giusto il fine, sbagliati i mezzi

20 maggio 2008. Ancora non si erano "digerite" le difficoltà delle norme sulla certificazione energetica che ora a complicare il rogito ci si mette pure il Dm 37/2008 sulla sicurezza degli impianti. Altri "papiri" da ritrovare e produrre al notaio. Altri adempimenti che, seppure lodevoli nella finalità di miglioramento e messa a norma del patrimonio edilizio, finiscono nella pratica per mettere i bastoni tra le ruote a chi vuol vendere, o anche solo affittare, un immobile.


ANALISI / Giusto il fine, sbagliati i mezzi
di Angelo Busani notaio in milano

Ancora non si erano "digerite" le difficoltà delle norme sulla certificazione energetica che ora a complicare il rogito ci si mette pure il Dm 37/2008 sulla sicurezza degli impianti. Altri "papiri" da ritrovare e produrre al notaio. Altri adempimenti che, seppure lodevoli nella finalità di miglioramento e messa a norma del patrimonio edilizio, finiscono nella pratica per mettere i bastoni tra le ruote a chi vuol vendere, o anche solo affittare, un immobile.
Tanto più che, come spesso accade in Italia, alla moltiplicazione degli obblighi sarà impossibile far corrispondere adeguati controlli e almeno per un bel po' di tempo il tutto si tradurrà solamente in un conto salato, come si legge in queste pagine.


A voler fare un elenco ci si accorge che il perimetro degli impianti "sotto osservazione" è quasi sterminato e riguarda qualsiasi tipo di fabbricato: dal condizionatore alle prese elettriche, dalla tv all'antifurto, dal gas all'antincendio. E chi più ne ha, più ne metta.


Inoltre, se anche l'immobile fosse a norma (con impianti realizzati di recente senza interventi fai-da-te o comunque non certificati), è molto facile che il proprietario non abbia la documentazione completa, vuoi per averla smarrita, vuoi per non averne mai avuta consegna. I più diligenti, allora, nel garantire il fabbricato dovrannofornire all'acquirente la certificazione di conformità dei vari suddetti impianti (comprensiva di progetto e relazioni tecniche) nonché, per il riscaldamento, il libretto di uso e di manutenzione.


Una vera impresa. Che può essere evitata soltanto con un dribbling. La legge non impone inderogabilmente la garanzia: l'obbligo di garantire impianti a norma e quello di esibizione dei documenti possono essere rinunciati dall'acquirente che si accontenti di comprare la casa «nello stato in cui si trova», magari spuntando un prezzo un po'inferiore.E ritrovandosi però in futuro a mettere gli impianti a norma a proprie spese.


Identica situazione si presenta se dall'appartamento si allarga lo sguardo agli impianti del condominio (riflessione abbastanza inevitabile). O chi vende ottiene la rinuncia dell'acquirente alla garanzia di conformità e alla consegna della documentazione, oppure occorrerà dar la caccia all'amministratore del condominio per farsi fotocopiare i documenti di conformità e per farsi attestare che gli impianti nelle parti comuni sono in regola. L'amministratore del condominio va poi "disturbato" anche su un altro nuovo fronte perché deve dichiarare se per il fabbricato sono stati stipulati contratti di «servizio energia »: in Lombardia, ad esempio, se il condominio ha stipulato questo tipo di contratto, gli appartamenti non possono essere venduti se al rogito non viene allegato l'attestato di certificazione energetica redatto da un professionista abilitato.
Tutte incombenze che si aggiungono agli usuali compiti dell'amministratore in caso di vendita di unità immobiliari. E, certo, finiranno per far lievitare le "parcelle". Chi compra, infatti, deve sapere prima del rogito se il suo venditore è in regola con il pagamento delle rate condominiali e se ci sono lavori straordinari in corso o deliberati, spese che possono incidere nella determinazione del prezzo della compravendita.

Notizia pubblicata il 26/05/2008


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