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Riacquisto "prima casa", trasferimenti gratuiti senza benefici

16 aprile 2008. Riacquisto "prima casa", trasferimenti gratuiti senza benefici Il diritto al credito d'imposta matura soltanto quando il passaggio sconta l'imposta di registro o l'Iva


Il bonus per il riacquisto della prima casa spetta solo se l'atto sconta l'imposta di registro o l'Iva. Pertanto, nel caso in cui la riacquisizione avvenga attraverso una donazione che, in seguito alla reintroduzione dell'imposta sulle successioni e donazioni, è soggetta a quest'ultima imposta e non più al Registro, il diritto al credito d'imposta non matura. Per di più, se il primo immobile "agevolato" è venduto quando ancora non sono trascorsi cinque anni e il riacquisto non avviene a titolo oneroso, i benefici goduti all'epoca decadono
Il credito d’imposta per il riacquisto della «prima casa» spetta a condizione che il nuovo acquisto sia tassato con imposta di registro o imposta sul valore aggiunto: non spetta, pertanto, se il nuovo acquisto sia soggetto a imposta di donazione. E’ quanto l’agenzia delle Entrate stabilisce con la risoluzione n. 125/E del 3 aprile 2008. Il caso affrontato è quello di un contribuente che, acquistata la «prima casa» scontando l’imposta agevolata, ha deciso di venderla, prima del decorso di un quinquennio dall’acquisto, per finanziare, con il prezzo ricavato da questa vendita, la ristrutturazione di un’altra casa, oggetto di una donazione ricevuta con un contratto stipulato entro un anno dalla vedita della precedete prima casa. In base all’articolo 7 della legge 448/1998, sorge il credito d’imposta nel caso di riacquisto di una nuova prima casa entro un anno dalla vendita della vecchia prima casa. Il credito è di ammontare pari all’imposta di registro o all’Iva assolte in occasione del primo acquisto, ma per un importo non eccedente l’imposta di registro o l’Iva da pagare in sede di nuovo acquisto.
Il tema in esame è dunque quello se il nuovo acquisto possa avvenire per donazione e se quindi, stipulata una donazione entro un anno dalla vendita della precedente «prima casa», il contribuente possa poi scomputare dall’imposta di donazione l’imposta pagata all’atto dell`acquisto della casa poi venduta. Sul punto l’Agenzia osserva che l’articolo 7 della legge 448/1998 dopo aver sancito che il credito d’imposta spetta «ai contribuenti che, provvedono ad acquisire, a qualsiasi titolo» una nuova abitazione «entro un anno dall’alienazione» della vecchia «prima casa», stabilisce pure che a costoro «è atribuito un creditod’imposta fino a concorrenza dell’imposta di registro o dell’imposta sul valore aggiunto corrisposta in relazione al precedente acquisto agevolato».
Pertanto, se l’esordio della norma (con l’espressione «a qualsiasi titolo») farebbe propendere per ritenere che ci sia il credito d`imposta anche nel caso di un nuovo acquisto per donazione, la stessa disposizione parla, poi, di un nuovo acquisto per il quale deve essere corrisposta l’imposta di registro o l’Iva. E quindi un nuovo acquisto che non può avvenire per donazione.
Fonte: Il Sole 24 Ore

Notizia pubblicata il 26/05/2008


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