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Titoli al portatore: per i libretti nuovo giro di vite sui saldi

16 maggio 2008. Se i titoli al portatore sono ritenuti dalle norme contro il riciclaggio una vera e propria manna per i riciclatori, i libretti di risparmio bancari o postali sono considerati l'eccellenza. Oggi sono ancora molti i libretti al portatore in circolazione con un saldo fino a 12.500 euro: sono titoli che consentono a chiunque li possegga di versare e prelevare somme di denaro fino a questo importo


Titoli al portatore: per i libretti nuovo giro di vite sui saldi
di Ranieri Razzante
Se i titoli al portatore sono ritenuti dalle norme contro il riciclaggio una vera e propria manna per i riciclatori, i libretti di risparmio bancari o postali sono considerati l'eccellenza. Oggi sono ancora molti i libretti al portatore in circolazione con un saldo fino a 12.500 euro: sono titoli che consentono a chiunque li possegga di versare e prelevare somme di denaro fino a questo importo.
Dal 30 aprile, il decreto legislativo 231/07 impone una nuova stretta: il massimo consentito sarà sotto i 5mila euro.
Sopra questa soglia, c'è l'obbligo di renderli nominativi: questo vuol dire che solo gli intestatari possono fare operazioni. Anche se sul libretto al portatore c'è un nome – spesso di fantasia – il titolo si trasferisce con la semplice consegna da parte del titolare a chiunque.

Intestazioni fittizie
C'è in Italia una prassi curiosa. Molti cittadini, dopo essere stati identificati e censiti come titolari, chiedono di aprire libretti al portatore intestandoli a nomi di fantasia, o a persone che esistono e appartengono al mondo dello spettacolo o dello sport. Questo comportamento, che non dovrebbe essere consentito da banche e poste, risponde a un mero vezzo, ma non ha alcun impatto giuridico, in quanto la legittimazione dei soggetti che possono operare sul libretto si ha sempre e solo con il possesso.
Più volte il Gafi (l'organismo dell'Onu contro il riciclaggio) ha raccomandato di evitare intestazioni fittizie di conti e depositi (l'articolo 50 del decreto 231/07 lo vieta esplicitamente, anche a soggetti italiani all'estero). In più, le autorità - la Banca d'Italia in testa – nelle «Istruzioni operative per la segnalazione di operazioni sospette» del 12 gennaio 2001, hanno sempre insistito sulla necessità di fare attenzione ai libretti "trottola", cioè che cambiano di mano molto frequentemente (e in modo ingiustificato).
Usurai ed estorsori li utilizzano per esigere le rate o il pizzo poiché la provvista è della vittima, il prelievo è del soggetto che rappresenta il delinquente. Nella pratica, non c'è limite alle somme che si possono far circolare, in quanto - pur essendoci quello dei 12.500 euro - basta esaurirli e ricostituirli che il totale risulti ben superiore.
La stretta dell'articolo 49 del decreto 231 va nella direzione di limitare l'utilizzo.
Innanzitutto, il saldo deve essere inferiore a 5mila euro euro per quelli al portatore, a partire dal 30 aprile. Il nuovo saldo riguarda, naturalmente, i libretti che verranno emessi dal 30 aprile in poi. Da 5mila euro in su si potranno utilizzare libretti nominativi.


La regolarizzazione
Per i libretti già in circolazione, è scattato il conto alla rovescia. Dal 30 aprile in poi i libretti esistenti al 29 dicembre (data in cui è entrato in vigore il decreto legislativo 231/07) devono essere ridotti a meno di 5mila: il termine ultimo per mettersi in regola è il 30 giugno 2009. Le alternative sono l'estinzione (così come stabilito dal comma 13 dell'articolo 49) o la trasformazione in titoli nominativi. I nuovi libretti emessi dal 30 aprile dovranno essere invece tutti rispettosi del nuovo limite (da 5mila diventano nominativi). Per chi non regolarizza il vecchio titolo entro il 30 giugno 2009 e presenta il libretto irregolare allo sportello, scatterà la comunicazione al ministero dell'Economia, e la sanzione prevista dall'articolo 58, comma 3, del decreto (dal 10 al 20% del saldo del libretto). L'alternativa, come detto, è quella di rendere nominativo il libretto: in questo modo non si avranno più problemi rispetto all'entità del saldo.
Cosa fare, dunque, se fino al 29 aprile si ha un libretto al portatore postale o bancario con saldo fino a 12.500 euro? Una possibilità è portarlo in banca o allo sportello postale e regolarizzarlo, prelevando l'eccedenza per arrivare a un saldo inferiore a 5mila euro. Oppure renderlo nominativo. Infine, si può scegliere di estinguerlo: si ha tempo fino al 30 giugno 2009; fino a questa data si può continuare a utilizzare il libretto con saldo massimo a 12.500 euro.
C'è, di fatto, una moratoria di un anno per i vecchi libretti. Il legislatore ha previsto, però, una contromisura: dal 30 aprile i trasferimenti di libretti al portatore – con saldo pari o superiore ai 5mila euro – dovranno essere comunicati dal cedente all'ufficio postale o allo sportello bancario che li ha emessi. La comunicazione dovrà contenere i dati identificativi del cessionario (cioè colui che ha ricevuto il libretto per andare a movimentarlo) e la data del trasferimento.
Banche o Poste hanno nel loro archivio, accanto al numero identificativo del libretto da loro emesso, gli estremi del soggetto che lo ha aperto. Quindi se si presenta un'altra persona, gli istituti dovranno pretendere questa dichiarazione, pena la comunicazione al ministero dell'Economia dell'infrazione alla norma, con applicazione di sanzione dal 10 al 20% del saldo del libretto medesimo.
Il ministero ha chiarito, nella circolare del 20 marzo, che chi si presenta allo sportello (il cessionario, cioè il soggetto diverso da colui che ha aperto il libretto) potrà rilasciare agli operatori una sorta di autocertificazione (che contiene la data del trasferimento e gli estremi del soggetto cedente), sostitutiva della comunicazione. Si eviterà così la sanzione L'alternativa è che il cedente, nei 30 giorni successivi alla presentazione allo sportello del libretto, faccia pervenire allo sportello la sua dichiarazione di cessione.
Se tutto ciò non avverrà, banche e poste comunicheranno l'infrazione al ministero, e il titolare sarà sanzionato.
Banche e poste hanno poi 30 giorni per comunicare l'infrazione. La comunicazione tocca alla banca (o all'ufficio postale) che procede all'estinzione del libretto, salvo che - prevede l'articolo 51, comma 2, del decreto - uno dei due non abbia la certezza che l'altro abbia effettuato la comunicazione. Nel caso in cui nessuno dei due comunichi, la sanzione sarà dal 3 al 30% del saldo del libretto (articolo 58, comma 7), a carico dell'intermediario che avrebbe dovuto inviare al ministero la comunicazione con l'ipotesi di violazione.
Nessuna sanzione è prevista per chi si presenta con il libretto che ha acceso: rischia solo se dopo il 30 giugno 2009 movimenterà il titolo con saldo da 5mila euro. Banche e Poste, però, hanno l'obbligo di dare ampia pubblicità a questi casi.

Notizia pubblicata il 26/05/2008


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