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L’agenzia immobiliare on line : Tutela del consumatore

01 marzo 2008. L’agenzia immobiliare on line : Tutela del consumatore

Nella legislazione italiana, sin dalle disposizioni di attuazione delle direttive europee in materia di “contratti a distanza”, clausole vessatorie etc., si è data una definizione di consumatore come “qualsiasi persona fisica che agisce per scopi estranei all'attività imprenditoriale o professionale eventualmente svolta”.


L’agenzia immobiliare on line : Tutela del consumatore

Nella legislazione italiana, sin dalle disposizioni di attuazione delle direttive europee in materia di “contratti a distanza”, clausole vessatorie etc., si è data una definizione di consumatore come “qualsiasi persona fisica che agisce per scopi estranei all'attività imprenditoriale o professionale eventualmente svolta”.

Con l'avvento di internet la situazione di partenza è mutata perché è nato un nuovo mercato, privo di confini territoriali ed affollato di milioni di persone: da un lato professionisti ch sperimenano le più svariate tecniche di comunicazione e di pubblicità, dall'altro lato i consumatori del web, i cyberconsumatori appunto, ovvero quei soggetti che utilizzano internet, per acquistare beni o usufruire di servizi. Il D.lsgl. 70/2003 di attuazione della direttiva 2000/31/CE sul commercio elettronico non ha fornito una nuova definizione di consumatore, ma ha creato una diversa figura, nella quale rientrano consumatori e non: quella del destinatario dei servizi della società dell'informazione, da intendersi come la persona fisica o giuridica che, a scopi professionali e non, utilizza un servizio della società dell'informazione.
Questa figura, nel decreto legislativo costituisce il beneficiario di tutte le previsioni contenute nel decreto ed il destinatario dei diritti di informazione e comunicazione che vi sono sanciti.
Ciò implica che l'altro soggetto che entra in gioco nell'e-commerce, ovvero il prestatore dei servizi della società dell'informazione, dovrà rispettare le prescrizioi del Dlgs 70/2003 di fronte a qualsivoglia soggetto, sia esso consumatore o no.
Sebbene non si rinvenga una definizione di consumatore telematico, ciò non toglie che esso esista ed abbia tratti caratteristici ed esigenze di tutela diverse dal consumatore del mercato tradizionale, del quale siamo abituati a parlare. Mentre le norme poste a tutela del consumatore nel Codice del Consumo (e quindi riferite al mercato tradizionale) si preoccupano principalmente delle informazioni eventualmente incomplete allo stesso fornite, che possono collocarlo in condizioni di inferiorità rispetto al professionista, in rete, normalmente le informazioni circa un prodotto o un servizio non mancano; semmai ciò che rende debole il cyberconsumatore è la difficoltà di precostituirsi una prova in caso di contenzioso, ma sopratutto la sproporzione tra la velocità di perfezionamento del contratto on line, gli oneri economici ed il tempo occorrenti per risolvere eventuali controversie con il frnitore. Prmesso quanto sopra, passerei ora ad esaminare brevemente quale sia la disciplina applicabile al “consumatore telematico”. Il Dlgs. 6 settembre 2005 n. 206 o Codice del Consumo raggruppa in sé tutte le norme aventi per oggetto la tutela del consumatore. Esaminando le definizioni in esso contenute quali quella di professionista, come “la persona fisica o giuridica che agisce nell'esercizio della propria attività imprenditoriale o professionale, ovvero un suo intermediario”; contratto a distanza “il contratto avente per oggetto beni o servizi stipulato tra un professionista e un consumatore nell'ambito di un sistema di vendita o di prestazione di servizi a distanza organizzato dal professionista che, per tale contratto, impiega esclusivamente una o più tecniche di comunicazione a distanza fino alla conclusione del contratto, compresa la conclusione del contratto stessa”; tecnica di comunicazione a distanza “qualunque mezzo che, senza la presenza fisica e simultanea del professionista e del consumatre possa impegarsi per la conclusione del contratto tra le parti”, sembra corretta l'applicazione delle norme del Codice del Consumo all'e-commerce, sebbene non vi sia un espresso riferimento al commercio elettronico. I contratti conclusi a mezzo internet, secondo l'opinione maggiormente accreditata, rientrerebbero nella categoria dei contratti a distanza, disciplinati dal Codice del Consumo.
Esaminiamo, dunque, le disposizioni del Codice del Consumo applicabili ai contratti che possono essere conclusi tra un consumatore ed un'agenzia immobiliare. Occorre a tal fine precisare che l'art. 51 del Codice del Consumo esclude l'applicazione della normativa di tutela, in materia di contratti a distanza, ai “contratti relativi alla costruzione ed alla vendita o ad altri diritti relativi a beni immobili, ad eccezione della locazione”. Il che significa che la disciplina di tutela contemplata nelle norme del Codice del Consumo sui contratti a distanza si applicherà esclusivaente ai contrtti di locazione, conclusi tramite il mediatore immobiliare.
Peraltro, nella prassi le agenzie immobiliari ad eccezione di quelle che locano immobili per le vacanze- utilizzano il web al limitato fine di mostrare, come in una vetrina virtuale, gli immobili dei quali dispongono, mentre la vera e propria conclusione del contratto di locazione avviene in un momento successivo ed in agenzia, dopo che il consumatore ha visionato di persona l'immobile.
Poiché, in questo caso, il contratto non è concluso a distanza, non si applicheranno le norme del Codice del Consumo in materia di contratti a distanza relative alle informazioni ed al diritto di recesso, ma esclusivamente, se vi siano i presupposti, le norme in materia di pubblicità ingannevole previste dal Codice del Consumo.

Tornando al caso di contratto concluso via internet, le prime e più importanti norme el Codicedel Consumo, che devono essere tenute presenti dall'agente immobiliare, sono quelle relative alle informazioni che devono essere fornite al consumatore al momento dell'offerta di conclusione del contratto on line.
L'applicabilità del Codice del Consumo al commercio elettronico comporta che, prima della conclusione del contratto, il professionista debba fornire al consumatore le seguenti informazioni: Identità del professionista e, in caso di contratti che prevedano il pagamento anticipato, l'indirizzo del professionista;- Caratteristiche essenziali del bene o del servizio; Prezzo del bene o del servizio, comprese tutte le tasse ed imposte; Spese di consegna; Modalità di pagamento, (della consegna del bene) o della prestazione del servizio e di ogni altra formalità di esecuzione del contratto; Esistenza del diritto di recesso o di sua esclusione nei casi previsti dal codice; Modalità e tempi di restituzione o di ritiro del bene in caso di esercizio del diritto di recesso; Costo dell'utilizzo ella tecnia di comunicazione a distanza, quando è calcolato su una base diversa dalla tariffa di base; Durata della validità dell'offerta o del prezzo; Durata minima del contratto in caso di contratti per la fornitura di prodotti o per la prestazione di servizi ad esecuzione continuata o periodica.
Il consumatore deve ricevere conferma per iscritto o, a sua scelta, su altro supporto duraturo a sua disposizione ed a lui accessibile, di tutte le informazioni di cui sopra.
Esse devono essere fornite osservando i principi di buona fede, lealtà.
Le disposizioni del Codice del Consumo devono essere integrate con le norme in materia di commercio elettronico di cui al Dlgs. 70/2003.
E precisamente: in caso di comunicazione tramite posta elettronica di tipo commerciale, non sollecitata, il messaggio deve essere chiaro ed inequivocabile e deve contenere l'indicazione che il destinatario del messaggio può opporsi al ricevimento in futuro di tali comunicazioni.Inoltre, aisensi dell'art. 12 del predetto Dlgs. il prestatore del servizio deve indicare in modo chiaro le varie fasi da seguire per la conclusione del contratto; i mezzi tecnici concessi al destinatario per correggere gli errori di inserimento dei dati prima di inoltrare l'ordine al prestatore, gli eventuali codici di condotta cui aderisce e le modalità per accedervi; le lingue a disposizione per concludere il contratto, oltre l'italiano; l'indicazione degli strumenti di composizione delle controversie.
Le sopra citate disposizioni (quelle del

Notizia pubblicata il 01/03/2008


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