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L’AGENTE IMMOBILIARE OGGI

13 DICEMBRE 2007. Una indagine effettuata da NMG Financial Services Consulting tramite la piattaforma on-line www.consulentecensus.com su un campione di circa 200 agenti immobiliari omogeneamente distribuiti su tutto il territorio italiano e presentata al Real Forum di Verona il 2/3 marzo scorso, ha rilevato lo stato di incertezza e a volte di disillusione di questa categoria di professionisti che, soprattutto negli ultimi anni, ha sofferto dell’aumento della concorrenza, dell’incremento dei prezzi delle abitazioni e di uno scarso riconoscimento del proprio ruolo.


L’AGENTE IMMOBILIARE OGGI
considerazioni e criticità della professione in Italia

Una indagine effettuata da NMG Financial Services Consulting tramite la piattaforma on-line www.consulentecensus.com su un campione di circa 200 agenti immobiliari omogeneamente distribuiti su tutto il territorio italiano e presentata al Real Forum di Verona il 2/3 marzo scorso, ha rilevato lo stato di incertezza e a volte di disillusione di questa categoria di professionisti che, soprattutto negli ultimi anni, ha sofferto dell’aumento della concorrenza, dell’incremento dei prezzi delle abitazioni e di uno scarso riconoscimento del proprio ruolo.

Proprio il ruolo dell’agente immobiliare è il fulcro della ricerca, che fonda le proprie basi su considerazioni e criticità del mercato statunitense, fra cui si rileva:
la progressiva diminuzione del valore del contributo dell’agente immobiliare da parte del consumatore nell’attività di compravendita (i portali immobiliari stanno conquistando una gran parte del mercato, incidendo sull’attività dell’agente immobiliare);

Sempre più spesso sentiamo opinioni - più o meno qualificate - sulla figura ed il ruolo dell’agente immobiliare e, come tutti, facciamo delle riflessioni sulla sua attività di intermediazione. Meno frequentemente, però, ci soffermiamo sulle criticità di questa professione, sulle possibili aree di intervento per migliorarla, sulle difficoltà che gli agenti immobiliari, indipendenti o affiliati a qualche rete franchising, trovano sul loro percorso.

Una fotografia reale e un’analisi dettagliata su questo ruolo è stata fatta da NMG e fornisce interessanti spunti di riflessione, così come altrettanta attenzione è doverosa nei confronti del “mondo” dei prestiti personali, dove la chiarezza e la trasparenza nella comunicazione non sempre vengono ai primi posti.

Il viaggio di Capital Style ci porta poi a conoscere i “cinque sensi” di Perugia, gli scenari naturali del “mondo alla fine del mondo”, la scoperta di un nuovo tipo di turismo che sta diventando di grande tendenza.. Il tutto con la consueta volontà di essere poliedrici, di toccare diversi argomenti, di suscitare quella curiosità e quella voglia di nuovo che da sempre fa parte del nostro stile. Buona lettura.
- la maggiore competitività sul mercato dovuta al boom immobiliare rilevato dal 2000 in avanti, che ha portato all’apertura di numerose nuove agenzie immobiliari;
- la diminuzione dei margini (per trattenere la clientela), a scapito tuttavia della qualità del servizio offerto, sempre più modesta.

I consumatori americani sono convinti che gli agenti immobiliari siano troppo pagati per l’attività che svolgono e che siano esclusivamente preoccupati dalle provvigioni che devono percepire, riducendo al minimo la consulenza e le attività di supporto al cliente nella fase di compravendita. Solo una risibile percentuale degli intervistati americani (circa il 5%) si ritiene soddisfatto dell’attività e della professionalità dell’agente immobiliare. Da qui la necessità, per il mercato americano, di lavorare con margini ridotti, riducendo al tempo stesso il servizio offerto al cliente, oppure - al contrario - di investire per sviluppare un modello di business:l’home service.

Cos è l’home service? Un modello di business basato sulla integrazione dei servizi e sul concetto di “one stop shopping” per potere fornire al cliente una vera consulenza diventando in questo modo un reale punto di riferimento per tutto quello che riguarda la casa.





Ma se questa è la tendenza negli USA, cosa avviene nel nostro Paese? L’indagine effettuata da NMG ha analizzato le diverse dinamiche che caratterizzano l’attività degli agenti immobiliari in Italia, rilevando anche in questo caso alcune criticità.
Differenti le criticità riscontrate fra agenti indipendenti ed affiliati. Poco diversa la percentuale relativa alla difficoltà di acquisizione degli immobili (rispettivamente il 30 contro il 24%); significativa, invece, la differenza riguardo la mancanza di personale e le difficoltà di gestione del punto vendita (8% per gli agenti indipendenti contro il 22% degli affiliati). Strano, se si pensa che proprio gli affiliati scelgono di legarsi a un marchio per beneficiare di maggiori servizi e di vantaggi generali, anche organizzativi. Sostanzialmente simili le percentuali rilevate relative ai troppi costi, alla competitività agguerrita e onnipresente, ad altri fattori fra cui l’eccessiva burocrazia, i prezzi degli immobili particolarmente alti e lo scarso riconoscimento professionale della figura di agente immobiliare.
Proprio quest’ultimo fattore sembra essere determinante al Centro Sud (35% degli intervistati) ed è la maggiore criticità riscontrata, seguita dalla difficoltà di reperire immobili (27%) e dai troppi costi (18%) per gli agenti indipendenti. Gli affiliati di quest’area della nostra penisola sono invece maggiormente “preoccupati” dalla mancanza di personale (31%), dai troppi costi (25%) e dalla difficoltà di acquisizione degli immobili (18%).
Completamente diverso lo scenario degli agenti immobiliari del Nord. Qui la maggiore criticità per gli indipendenti sembra essere la difficoltà di reperire gli immobili da mettere in vendita (37% del campione contro il 30% degli affiliati), cui seguono concorrenza sleale, eccessiva burocrazia, prezzi degli immobili troppo alti e troppi costi (percentuali intorno al 22 -20%). Per gli affiliati risultati differenti, anche questa volta, poiché i fattori più critici paiono essere i troppi costi e la difficoltà di acquisizione degli immobili (31 e 30%). Per il 12% degli intervistati un problema reale pare essere il reclutamento del personale che invece non lo è affatto, o perlomeno lo è relativamente, per gli agenti indipendenti (6%).

Ma il mercato immobiliare, nel suo complesso, come è percepito da chi ne fa il proprio business? L’indagine di NMG, dopo avere analizzato tante criticità, ha evidenziato che per il 45% del campione il mercato attuale è in linea con quello dei mesi precedenti, per il 28% si assiste ad una flessione mentre per il 21% il trend è opposto, positivo. 4% e 2% le percentuali rispettive dei “pessimisti” (mercato molto negativo) e degli “ottimisti” (mercato molto positivo).

E’ quindi giunto il momento in cui, anche in Italia come negli USA, si passi ad un modello di “home services”? Ne abbiamo parlato con Marcella Frati, Director di NMG. L’home services è un modo di lavorare verso cui anche gli agenti Italiani dovranno tendere per poter continuare a crescere. Esistono già alcune reti immobiliari che sicuramente stanno andando verso questa direzione, ad esempio Professione Casa e Grimaldi. L’agente immobiliare ha la grande opportunità di diventare il punto di riferimento per tutto quello che riguarda la casa: dall’acquisto, alle ristrutturazioni, ai traslochi, all’arredamento, alle assicurazioni dei beni, alla consulenza immobiliare, in modo da creare un modo di lavorare innovativo e di valore e soprattutto differenziante rispetto alla concorrenza.

Quali sono, secondo lei, le leve da attuare affinché si assista ad un cambiamento del “vecchio modo” di fare business per l’agente immobiliare?
A nostro avviso c’è tanto da fare per fare un “upgrade” della professione degli agenti immobiliari. Le associazioni e le strutture di franchising hanno il dovere di investire di più nella formazione degli agenti per migliorare la qualità degli uomini sul campo e per arrivare ad una migliore considerazione del loro lavoro da parte dei consumatori Italiani.

Secondo la ricerca, i servizi finanziari sono considerati una componente sempre più importante su cui puntare per portare valore alla propria attività e lo dimostrano le percentuali rilevate: 90% per gli agenti affiliati e 77% per gli Indipendenti. Ritiene che attualmente le società di mediazione creditizia che offrono il proprio servizio in questo ambito siano veramente “in linea” con le esigenze degli agenti immobiliari?
Al momento lo son

Notizia pubblicata il 13/12/2007


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