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Benefici prima casa: importo distinto se i mutui sono due

25 novembre 2007. Benefici prima casa: importo distinto se i mutui sono due

Il doppio mutuo per l’acquisto dell’abitazione principale penalizza la deducibilità degli interessi passivi; si applica, infatti separatamente il limite di importo per la determinazione degli interessi passivi detraibili.


Benefici prima casa: importo distinto se i mutui sono due

Il doppio mutuo per l’acquisto dell’abitazione principale penalizza la deducibilità degli interessi passivi; si applica, infatti separatamente il limite di importo per la determinazione degli interessi passivi detraibili.
Questa la soluzione adottata dall’Agenzia delle entrate che con risoluzione n. 328/E del 15 novembre 2007 ha in parte respinto la soluzione prospettata da un contribuente alle prese con la stipula di due successivi finanziamenti per l’acquisto di un immobile da adibire ad abitazione principale.
L’articolo 15, comma 1, lett. b), del Tuir prevede una detrazione d’imposta, nella misura del 19 per cento, degli interessi passivi e relativi oneri accessori pagati in dipendenza di mutui garantiti a ipoteca contrati per l’acquisto dell’unità immobiliare da adibire ad abitazione principale entro un anno dall’acquisto stesso, per un importo non superiore ad euro 3.615,20. Il beneficio fiscale è riconosciuto anche nel caso in cui l’originario contratto è estinto e ne viene stipulato uno nuovo di importo non superiore alla residua quota di capitale da rimborsare, maggiorata delle spese e degli oneri correlati.
Nella situazione prospettata un soggetto aveva stipulato un contratto di mutuo per l’acquisto del 50% di un immobile; l’importo di tale mutuo risultava superiore al prezzo dell’immobile riferibile al soggetto stesso; successivamente lo stesso soggetto contraeva un ulteriore contratto di mutuo volto ad estinguere la posizione precedente ed acquisire la restante metà dell’immobile; tale secondo mutuo, per la parte non necessaria alla estinzione di quello vecchio risulta inferiore rispetto al costo sostenuto per l’acquisto dell’immobile. L’interpellnte determina, inatti, tale costo assumendo sia il prezzo pagato per la seconda metà dell’immobile sia il cinquanta per cento del prezzo pagato nell’originaria transazione per l’acquisto dell’abitazione, maggiorato delle spese accessorie.

Interessi non detraibili se manca la voltura

Non è riconosciuta la detrazione dall’Irpef degli interessi passivi dipendenti dalla stipula di un mutuo contratto per ultimare un’abitazione comprata “al grezzo”, se l’acquirente non ha richiesto al Comune la voltura a suo nome del permesso di costruire, rilasciato dal Comune stesso all’impresa venditrice.
Lo afferma l’agenzia delle Entrate nella risoluzione 310/E.La regola
L’articolo 15, comma 1-ter, del Tuir riconosce una detrazione del 19% dell’ammontare complessivo (ma comunque non superiore a 2.582,28 euro) degli interessi passivi e degli altri oneri accessori pagati in dipendenza di mutui ipotecari per la costruzione dell’unità immobiliare da adibire ad abitazione principale. Secondo il Dm 30 luglio 1999, n. 311, la detrazione è ammessa (articolo 1, comma 3) a condizione che:
- i lavori di costruzione abbiano inizio nei sei mesi antecedenti o successivi alla data di stipula del contratto di mutuo da parte di colui che sarà il proprietario del’unità immobiliare da costruire;
l’edificio sia adibito dal mutuatario ad abitazione principale entro sei mesi dal termine dei lavori.
Pertanto, la detrazione non spetta se i lavori di costruzione dell’unità immobiliare non sono iniziati nei sei mesi antecedenti o successivi alla data di stipula del contratto di mutuo e se questilavori no sono ultimati entro il termine stabilito dalla concessione edilizia per la costruzione dell’immobile o in quello successivamente prorogato (articolo 2, comma 3).
Il caso
Ai lavori di costruzione ex novo di un’abitazione sono equiparati i lavori di completamento di una casa comprata allo stato grezzo (priva cioè di pavimenti, rivestimenti, intonaci, impianti, infissi) poi ultimata dall’acquirente che finanzia con un mutuo i lavori di completamento (risoluzione 9 gennaio 2007, n.1).
Secondo le Entrate, la certezza della data di inizio lavori è fondamentale per poter verificare il rispetto della condizione temporale dei sei mesi.

Fonte: Il Sole 24 Ore

Notizia pubblicata il 25/11/2007


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